Ho scoperto un assassino : l’Indifferenza!

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Ben vengano gli alberi in città, ma a volte...    Ho provato sulla pelle come l’Indifferenza possa uccidere.
  E’ stato traumatico scoprire come anch’io possa essere vittima di questa caratteristica umana.
Latina, Giovedì 21 Ottobre . h. 19.30
“… Mi alzo da terra con faccia e mani insanguinate, un ginocchio scorticato, un forte dolore alla testa, … le ginocchia tremano, mi devo appoggiare ad un paletto per sorreggermi,… Le macchine sono ferme al semaforo in attesa del verde, molte persone guardano incuriosite,… anche dall’altra parte del marciapiede passa qualcuno, … ma Tutti tirano dritto.
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    Nessuno si ferma, mentre io ancora tremante mi appoggio ad al paletto di legno impiantato in un aiola sul marciapiede. …Il sangueIl trauma fisico guarirà, ma quello dell'anima rimarrà per sempre! cola sul viso, rendendo la mia faccia una macabra maschera.
A passi malfermi, cerco di avvicinarmi all’edicola vicina, dove il gestore, mi offre i primi soccorsi: salviette, disinfettante, acqua, caffè,…
 
IL FATTO
Esco per andare ad acquistare una penna biro blu per mia figlia, perchè altrimenti a suo dire, non riesce a terminare il compito.
Mi reco al tabacchino che dista 200 metri da casa. Compro la penna e mi affretto a rientrare a passo veloce.
Un viale fantastico, teatro del misfatto   La zona in cui abito è bella, parchi e viali alberati non mancano, rendendo la città più vivibile. Gli alberi sono belli, ma creano qualche inconveniente: le radici spaccano l’asfalto dei marciapiedi, come volersi riappropriare della terra a loro sottratta. Ma tutti, me compresa preferiscono questo disagio piuttosto che una città soffocata dal cemento.

    Ma quella sera, in un punto poco illuminato, dove una radice inizia la sua lotta contro il cemento spaccandolo, inciampo e cado rovinosamente a terra.
In quella parte del viale le radici non sono affiorate come in altri punti, dove invece hanno creato dislivelli di 5-10 centimetri, quindi   Le radici "visibili" anche di sera. Da 5 a 10cm di rialzofacilmente visibili, ma c’è solo un’increspatura dell’asfalto sufficiente per fermare il mio passo e farmi cadere rovinosamente a terra.
Stranamente a distanza di alcuni giorni, non sono lividi e fratture ad avermi sconvolto, ma quella sensazione di solitudine provata quando a fatica mi sono rialzata da terra.

La percezione del sangue che scorreva sulle mie guance, “sentivo” lo sguardo e la curiosità della gente su di me, “percepivo” i loro pensieri, “immaginavo” i loro commenti, avvertivo la loro curiosità insieme alla determinazione di non immischiarsi, di non fermarsi, di non soccorrere, per paura che fossi un potenziale pericolo alla loro tranquillità.
Quel senso di solitudine, di abbandono, di esclusione dalla carità umana, tanto predicata in chiesa e non solo, mi ha “toccato” profondamente.
radici e cemento, una lotta continua
Ma ciò che mi ha scosso veramente, è il rendermi conto che probabilmente anch’io al loro posto avrei tirato dritto, non mi sarei fermata, avrei avuto paura, l’istinto sarebbe stato quello di non immischiarsi,…

 Siamo quindi tutti delle belve insensibili, che vogliamo difendere il nostro territorio, lottiamo ogni giorno per vivere, ma siamo disposti a lasciar morire il debole del momento, semplicemente perché “straniero” alla nostro quotidiano.
Il risultato di questa esperienza è un naso fratturato, escoriazioni multiple alle mani, alla fronte al ginocchio e tanta tristezza dopo una riflessione che mi porta a credere che anch’io avrei agito come loro.

Ma in che “cavolo” di mondo stiamo vivendo?

Giorni fa i telegiornali riportavano la notizia di un’infermiera aggredita in stazione e lasciata a terra moribonda. In qualche modo giustificavo coloro che non si sono avvicinati alla donna riversa a terra, ora la vita mi ha riportato a scuotermi dall’egoismo comune, dall’Indifferenza che ha ucciso quell’infermiera.
Forse un soccorso tempestivo non avrebbe tolto una mamma ed una compagna i suoi cari.
http://roma.corriere.it/

Quando sentii quella notizia e vidi le immagini dell’aggressione, giustificai i passanti. Usando spesso il treno e passando altrettanto frequentemente stazioni ferroviarie importanti come Roma e Milano, mi è capitato di vedere persone riverse a terra giovani drogati, barboni, ubriachi,… che anch’io ho semplicemente “scansato”, evitato, escluso dal mio percorso, per paura di essere aggredita o di essere coinvolta in verbali fariginosi, oppure in attese spesso lunghissime dei soccorsi o delle forze dell’ordine.

  Io nonostante abbia una sensibilità superore a molti, una cultura ed una educazione migliore, sono un animale in cui prevale l’istinto di conservazione, in cui l’Indifferenza Assassina trova spazio, quindi in alcune situazioni sono “limitata” come gli altri comuni mortali. Forse è il caso di rivedere me stessa ed aiutare gli altri a fare altrettanto.

  Per diritto di cronaca aggiungo che mi era stato consigliato al momento di chiamare l’ambulanza, suggerimento che avevo rifiutato, minimizzando il mio incidente e pensando di non dover occupare il servizio di soccorso a discapito di situazioni più gravi.
  Il giorno dopo più di qualcuno mi ha sollecitato nel fare denuncia al comune, essendo di sua competenza la manutenzione dei marciapiedi.

  Sono andata all’ospedale civile, al pronto soccorso dove radiografia e visita hanno comprovato la frattura del setto nasale.
Da questo incidente, posso trarre diversi benefici, dal riconsiderare che società stiamo costruendo per noi e per i nostri figli, oltre a sperare in un riconoscimento del danno subito da parte del comune di Latina, al constatare che la mia cucciola di 11 anni mi ha raggiunta e soccorsa, con salviette e cerotti, mantenendo razionalità e controllo meglio di tanti adulti.

Tutto questo lenisce lo sconcerto per aver conosciuto quell’Indifferenza criminale che ci ha contagiato in questi ultimi anni.
Anche ora, mentre scrivo mi ripropongo la stessa domanda: – Ma io, se vedo una persona insanguinata per la strada, anche dopo questa esperienza, mi avvicino?-
Purtroppo NO! Farei quello che faccio sempre, chiamo ambulanza o polizia, ma non mi avvicino, a meno che non sia un bambino o un anziano.

Siamo al capolinea come civiltà, se ci sono alieni a passeggio nei nostri cieli, assistendo a questo degrado comune tra gli umani, rinunceranno a salvarci, ma assesteranno il mirino per annientarci, per non permetterci di contagiare altri Mondi con il nostro Mal Vivere!  

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