Marte nuova frontiera

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Marte nuova frontiera da Passare e conoscere o Demolire?

(agg.ato) Martedì 6 novembre ’18  h 10.07

 

6 novembre 2018

” 6 minuti di terrore” per InSight  la sonda che tenterà di planare du Marte questo fine mese

Partita lo scorso 5 maggio dalla Base di Vandenberg, la missione NASA tenterà l’atterraggio sulla superficie di Marte il 26 novembre, con l’obiettivo di esaminare nel profondo la struttura interna del pianeta.

http://www.meteoweb.eu/2018/11/insight-marte-26-novembre/1177052/

Obiettivo della missione è scrutare l’interno del pianeta rosso per cercare indizi della formazione dei pianeti del Sistema Solare. Il viaggio della navicella durerà sei mesi, l’atterraggio del lander su Marte è previsto per il 26 novembre prossimo, nella linea dell’equatore del pianeta.

La sonda lavorerà circa due anni per scoprire cosa si nasconde sotto la superficie di Marte. Nei suoi 728 giorni di attività, la sonda cercherà nella struttura del pianeta nuove risposte sulla formazione di Mercurio, Venere, della nostra Terra e della Luna. “Cinque ore dopo il lancio -ha spiegato l’Agenzia Spaziale Europea- la stazione di terra dell’Esa a New Norcia, nell’Australia occidentale, catturerà il segnale da InSight. Manterrà i contatti come “hot backup” contemporaneamente alla stazione di terra Deep Space Network della Nasa a Canberra, nella parte orientale del continente”.

http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2018/05/04/insight-vola-studiare-cuore-marte_uIhHYIvr28qG03425xIDRJ.html?refresh_ce

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4 novembre 2018

– Il 25 luglio 2018 l’ESA ha annunciato la scoperta di un lago sotterraneo nel polo sud marziano, in particolare nella regione chiamata Ultimi Scopuli facente parte del più vasto Planum Australe. Il lago si trova sotto la calotta ghiacciata ad una profondità di 1,5 Km e possiede un diametro di 20 Km. Il lago è stato scoperto dal radar della sonda europea Mars Express. L’acqua è liquida grazie alla pressione litostatica generata dalla calotta sovrastante e probabilmente grazie anche all’alta concentrazione salina che abbassa il punto di congelamento.
In modo molto riassuntivo, nel video ho cercato di fare il punto sull’idrografia del pianeta rosso :

1) L’ACQUA IMMAGAZZINATA NELLE CALOTTE POLARI. Con una temperatura che oscilla, dall’inverno all’estate, tra -140°C e -80°C, le calotte polari nord e sud di ghiaccio d’acqua sono permanenti, viceversa il ghiaccio di anidride carbonica passa direttamente allo stato gassoso (sublimazione) durante l’estate, per poi ricostituire lo strato di ghiaccio di CO2 durante l’inverno.

2) L’ACQUA NEL PASSATO. La superficie di Marte è incisa da migliaia di corsi d’acqua e laghi secchi, la chiarissima testimonianza di un passato caldo-umido. Infatti Marte, tra 3,5 e 4,6 miliardi di anni fa, nell’era del Noachiano, aveva una densa atmosfera che consentiva il ciclo dell’acqua ; erano presenti l’Oceano Boreale, fiumi, laghi, mari, precipitazioni. Tutto questo non è durato poichè, per la bassa gravità, gran parte dell’atmosfera si è dispersa nello spazio. Il video mostra solo qualche esempio degli innumerevoli canyon scavati dall’acqua.

3) L’ ACQUA NEL PRESENTE. Attualmente l’acqua liquida su Marte è instabile. Infatti la pressione dell’atmosfera marziana oscilla tra 6 e 8 millibar che non consentono alle molecole di H2O di rimanere coese in un liquido (sulla Terra ci sono 1013 millibar !). A 6 millibar e alla temperatura media marziana di -60°C, i legami intermolecolari dell’H2O vengono rotti, l’acqua entra in ebollizione ed evapora in tempi brevissimi ! Per cui nell’ambiente marziano l’acqua può esistere sotto forma di ghiaccio e di vapore. Tuttavia, come visto, l’acqua liquida esiste nel sottosuolo e può affiorare in superficie nelle cosiddette GULLIES. Si tratta di sorgenti presenti nelle pareti rocciose di crateri e di canyon che emettono brevi ruscelli d’acqua lungo i pendii dei precipizi. L’acqua non riesce ad andare lontano a causa della forte evaporazione, ma è quanto basta per incidere il terreno e denunciare inequivocabilmente la sua presenza ai giorni nostri. Ovviamente in questi casi si tratta di acqua di falda sotterranea.
Inoltre nelle dune dei deserti di sabbia, nelle regioni limitrofe ai poli, è stata documentata la presenza di ACQUA DI FUSIONE. Il ghiaccio presente sulla superficie delle dune si scioglie e forma dei rivoli d’acqua che incidono la duna di sabbia. Tutto questo dimostra che l’acqua liquida è possibile nell’ambiente marziano, in modo del tutto estemporaneo, occasionale e stagionale (primavera-estate).
Nella maggior parte dei casi il ghiaccio o la brina non fondono, ma passano direttamente allo stato di vapore (sublimazione). – AQ Delta Omega

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3 novembre 2018

 

Marte concquistato o ancora da raggiungere? Non siamo ancora in grado di sapere cosa hanno trovato sulla Luna, dando come cosa certa che ci siano arrivati. Mentre serio dubbio su chi o cosa abbiano trovato.

Marte ci viene proposto come conquista Fatta da Opportunity e Spirit. Due rover che superano i limiti di tempo e spazio.

Ripercorriamo una delle più grandi avventure spaziali degli ultimi tempi. Nel 2004, i rover Spirit e Opportunity sono atterrati su Marte. Le loro immagini e i loro dati sono di fondamentale importanza per scoprire tutti i segreti del Pianeta Rosso.

Dal 22 marzo 2010 non si hanno più contatti con il rover Spirit. Il team della NASA è rimasto in ascolto per mesi di eventuali segnali che possano segnalare che il rover sia ancora attivo, fino al 25 maggio 2011, data in cui la missione è stata dichiarata ufficialmente conclusa.

E’ da giugno scorso che non si hanno più notizie di Opportunity. Dopo ben 15 anni di onorata carriera, infatti, il rover della Nasa ha smesso di comunicare con noi da quando è cominciata una delle più grandi tempeste di sabbia che abbiamo visto sul pianeta rosso. Ma ora sembra proprio che questa gigantesca tempesta stia finalmente terminando, alimentando le speranze della comunità scientifica che il rover possa essere presto in grado di ottenere energia sufficiente per riprendere i normali contatti con la Terra.

Marte è popolato da 20 anni: le scioccanti rivelazioni dell’hacker Gary McKinnon.
Colonie umane sarebbero presenti sul pianeta rosso da diversi anni e gli Usa disporrebbero anche di una flotta spaziale da guerra.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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