(scoperta) DNA, Ossa, Denti, … gli Esperti, se NON contagiati da D.O. FUNZIONANO!

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(scoperta) DNA, Ossa, Denti, … gli Esperti, se NON contagiati da D.O. FUNZIONANO!

D.O. = Delirio Onnipotenza. Esperti/Scienziati a volte imbroccano una buona strada, ma spesso un risultato viene impiegato male, altre dopo aver combattuto l’ottusità di colleghi limitati, trovano Luce.

(agg.ato) Sabato 3 novembre ’18  h 09.25

 

3 novembre 2018

Ossa ritrovate in “territorio” del Vaticano

luogo interessato dal reperimento è pertinente alla Nunziatura Apostolica. Quelle che per ora sembrano soprattutto suuggestioni giornalistiche hanno fatto sì che il ritrovamento venisse collegato alla triste vicenda di Emanuela Orlandi, scomparsa nell’ormai lontano 1983.

Ossa della moglie del custode della nunziatura appartenente al Vaticano, scomparsa misteriosamente nel 1965? Bho!!! Nonostante mega computer, super Esperti, siamo lontani ancora dalla Verità

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/lazio/roma-ossa-ritrovate-nella-nunziatura-compatibili-con-un-adolescente-esami-su-dente-spunta-una-pista-alternativa_3172527-201802a.shtml

Mentre si esaminano i resti ritrovati sotto nel seminterrato di Villa Giorgina, sede della Nunziatura Apostolica, Pietro Orlandi parla della ‘trattativa’ tra Vaticano e magistrati andata in scena nel 2012. Secondo il fratello di Emanuela, l’allora procuratore Capaldo avrebbe trattato con due monsignori: documenti sulla Orlandi in cambio di “un’inchiesta morbida” sull’apertura della tomba di Renatino De Pedis, il boss sepolto in Sant’Apollinare.

“Ci fu una trattativa tra la magistratura romana e il Vaticano, poi la Santa Sede si tirò indietro”. Lo ricorda in queste ore mentre Pietro Orlandi, fratello della quindicenne Emanuela, scomparsa nel nulla, nel giugno del 1983 e ora tornata prepotentemente alla ribalta delle cronache dopo la scoperta di resti umani in un locale della Nunziatura Apostolica, a Roma. La ‘trattativa’ se così si può definire, sarebbe avvenuta, secondo Orlandi, nel 2012 quando una segnalazione anonima portò l’attenzione sulla tomba del boss della Magliana, Renatino De Pedis, in Sant’Apollinare.

Come teorizzato anche dal giornalista Gian Luigi Nuzzi nel libro, ‘Peccato originale’, si tratterebbe di circa quattro incontri tra l’allora procuratore capo reggente di Roma, Giancarlo Capaldo e due monsignori incaricati dal segretario di Stato vaticano e dell’allora pontefice Benedetto XVI. In cambio di un atteggiamento ‘morbido’ riguardo all’inchiesta per la tomba del boss, dalla Santa Sede avrebbero fornito informazioni sul luogo dove sarebbero stati sepolti i resti di Emanuela.
La trattativa per la tomba di De Pedis

La cosiddetta ‘trattativa’ sarebbe sfumata poco dopo, senza che della sua esistenza restasse alcuna traccia se non la testimonianza di Orlandi. Da allora la famiglia di Emanuela ha continuato a chiedere di poter prendere visione del ‘dossier’ che il Vaticano conserva per il caso di Emanuela. Un fascicolo, anche questo, del quale non ci sono evidenze e che conterrebbe il rapporto delle indagini svolte sul caso dalla Santa Sede. “Paoletto (il maggiordomo del Papa, Paolo Gabriele accusato di essere il ‘corvo‘ accusato di trafugare documenti dalla Santa Sede, ndr) mi disse di avere visto su una scrivania un dossier spillato con su scritto: Rapporto Emanuela Orlandi – dice Pietro a Il Messaggero – Difficile che fosse solo una raccolta di articoli di giornale, come hanno cercato di spiegare successivamente”.

A conferma del fatto che quelli di via Po non sono i resti della moglie del portiere, vi sarebbe la datazione delle ossa, che non hanno più di venti o trent’anni. Per la stessa ragione sembra da escludere anche l’ipotesi che le spoglie possano provenire da una delle tante necropoli emerse sotto il quartiere Pinciano. I locali, ora sono sottoposti al sequestro ordinato dalla procura all’Apsa, l’Amministrazione del patrimonio della Santa Sede, in quanto sorgono su territorio italiano e la relativa acquisizione di tutta la documentazione sulla manutenzione del complesso di via Po. Che siano di Emanuela o no, per quei corpi la Procura continua a indagare per omicidio.

https://www.meteogiornale.it/notizia/53752-1-allerta-meteo-della-protezione-civile-anche-per-oggi-e-domani

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Un regalo per Natale, sarà un regalo per la vita. Trova prima il fratello ed in seguito il resto della famiglia. Kieron è originario del Belin, risulta essere nipote del sovrano di quel paese, … Il Kit per DNA da’ una svolta importante al ragazzo, trovando anche la madre genetica (figlia del sovrano). La favola continua! …

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25 febbraio 2018

.    Video che spiegano il DNA chi e come l’ha introdotto come prova forense. Fantastica scoperta che ha trovato colpevoli anche a distanza spazio-tempo, ha dato libertà anche ad innocenti condannati erroneamente, ma ha eliminato indagini, inchieste, intuizioni, che prima creavano il vero investigatore

.    Ora un gruppo di Esperti vogliono correggere Madre Natura.

un team di ricercatori americani ha portato a termine per la prima volta l’editing genetico su embrioni umani e l’evoluzione della tecnica taglia-incolla del Dna è recentemente arrivata a correggere un singolo errore nel codice, riscrivendo singole lettere del Dna. Sembra un’idea geniale, dettata da spirito umanitario in presenza di malattie gravi a causa DNA sballato.
Ma ora gli esperti ci raccontano come procede la Vita dell’uomo che ha subito il copia-incolla?

http://www.datamanager.it/2017/11/terapia-genica-modificato-dna-allinterno-del-corpo-un-uomo/

Esperti che “Funzionano” usando la scopeta del DNA unita allo studio delle ossa

L’antropologo forense viene interpellato quando  si presentano particolari problemi di identificazione e individuazione delle circostanze della morte.

In Italia, non esiste una vera e propria specializzazione in materia. È tuttavia consigliabile una formazione medico-scientifica o biologica. Non è infatti da confondere l’Antropologia Forense con l’Antropologia in settore antico o archeologico che può vedere l’afferenza anche di curricula di tipo umanistico.

L’ambito di competenza principale dell’antropologo forense è costituito quindi dalle ossa, interagendo in multidisciplinarità con molte figure quali il medico legale in primis, soprattutto in caso di non completa scheletrizzazione, l’odontologo forense per tutto ciò che attiene alle strutture dentali e mascellari.

L’approccio al settore forense, inoltre, necessità di una conoscenza almeno generica delle altre scienze forensi per una migliore ed efficace interazione, ma soprattutto una conoscenza delle discipline giuridiche, dal momento che è su quel terreno che si sta lavorando.

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Accadde 26 luglio 2007. Fu trovato 1 scheletro costruito con 5 cadaveri. Collezionista di ossa all’opera a Roma. DNA sarà principe in questa indagine, per dare identità ai cadaveri

http://www.iltempo.it/cronache/2015/07/20/gallery/cinque-cadaveri-un-solo-scheletro-ecco-il-caso-del-collezionista-di-ossa-982869/

 

 

 

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