Un “buon” CAFFè per una buona MEMORIA

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5 tazzine di caffè per 1 buona memoria    Arriva dall’America la conclusione di uno studio che rende felici tutti gli amanti del caffè: la caffeina potrebbe essere utile per contrastare gli effetti dell’Alzheimer sulla memoria.                                    {loadposition promo_contenuti}

I ricercatori del Florida Alzheimer’s Disease Research Center, affermano che sarebbero sufficienti cinque tazze di caffè al giorno, per prevenire la produzione anomala della proteina beta-amiloide, responsabile di molte malattie neurodegenerative come l’Alzheimer.

Oltre ai ricercatori dovremmo essere riconoscenti a 55 topolini a cui è stata indotta la malattia, modificandoli geneticamente. Topolino simile ai "cugini" Americani. Piccoli eroi della Medicina
I topolini sono stati fatti crescere fino 18 mesi l’equivalente dei 70 anni umani e quindi divisi in due gruppi; il primo gruppo avrebbe avuto funzione di controllo sulla progressione della malattia, al secondo sono stati somministrati 500 mg di caffeina al giorno, più o meno l’equivalente di cinque tazze di caffè all’americana.

Per due mesi, al secondo gruppo di topolini hanno continuato a somministrare la caffeina ed al termine del periodo hanno comparato i due gruppi.
La conclusione a cui sono arrivati è la seguente:
le cavie a cui era stata somministrata la caffeina, rispetto al gruppo di controllo, ottenevano dei punteggi più alti nei test di memoria e la loro "salute mentale" era paragonabile a quella di topolini sani della stessa età.
Un Topolino "condannato"!Interesse particolare ha suscitato la condizione del cervello dei piccoli roditori sottoposti alla sperimentazione; essi presentavano una riduzione del 50 per cento della produzione di proteine beta amiloidi, che se in eccesso, sono responsabili delle malattie neurodegenerative tra cui l’Alzheimer.

La sperimentazione continua, l’osservazione va protratta nel tempo, per rilevare azione ed effetto nei vari cicli, modificando dosi e tempi.
 Fonte   http://www.universonline.it/_sessoesalute/salute/09_07_07_a.php

Personalmente, contrasto la sperimentazione sugli animali, non solo perché lo trovo crudele, ma perché ci sono modi diversi di sperimentazione che non richiedono cavie animali, inoltre sono convinta che le reazioni avute su un topolino o su una scimmia, sono sicuramente diverse da quelle possibili nel corpo umano e quindi inutili.

Il "Lungo" caffè americanoUltima osservazione sulla notizia, ritengo che lo stesso caffè all’americana sia totalmente diverso dal caffè italiano, sia per scelta della qualità e provenienza del caffè, che nella preparazione del medesimo.
Presumo che una delle loro "caraffe" di caffè corrisponde forse a uno dei nostri caffè espresso. Quindi tutto da verificare, possibilmente non con i topolini!

Una domanda per scienziati, medici, addetti ai lavori: – ammettiamo che le 5 tazze di caffè, prevengono o limitano l’Alzheimer e simili, quali sono invece gli effetti collaterali dell’eccesso di caffeina introdotti nel nostro corpo forzatamente?

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Sintesi da comune mortale: in natura possiamo trovare prevenzione e cura, per molte malattie.
Ben vengano gli scienziati che individuano gli elementi e loro utilizzo per curarci; ma mi dissocio dal trasformare tutto in pillole, quanto invece potremmo trovare nell’orto di casa, perché convinta che molti benefici vengono snaturati ed impoveriti della loro proprietà curative, quando trattati in laboratorio e poi inseriti in una “fabbrica” di pillole.

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