SCREENING – PREVENZIONE – La grande Confusione

Prevenzione eccessiva crea ammalati

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PREVENZIONE gli eccessi fanno male

Il termine screening, è un anglicismo utilizzato in medicina, per indicare una strategia (protocollo) di indagini diagnostiche generalizzate, utilizzate per identificare una malattia in una popolazione con un rischio medio di malattia, che si reputa sufficientemente elevato da giustificare la spesa  MA??? :::

(agg.ato) Martedì 19 marzo ’19  h 13.49

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19 marzo 2019

VIDEO CHE PERMETTONO DI RIFLETTERE

“La sovradiagnosi rappresenta sicuramente un danno significativo perché comporta una diagnosi di tumore al seno senza una controparte di benefici (se chi la riceve non avesse partecipato al programma di screening, non avrebbe dovuto sottoporsi a ulteriori accertamenti e trattamenti). Secondo le nostre stime 4 donne tra le 1000 partecipanti al programma di screening incorreranno in una sovradiagnosi, un dato che si aggiunge ai 67 casi di tumore diagnosticati tra le donne della città dove non esiste di un programma di screening mammografico.

Le sovradiagnosi sono dovute alla rilevazione da parte dei programmi di screening di tumori poco aggressivi e in fase di sviluppo precoce, per esempio, in situ, e di tumori invasivi in fase di sviluppo molto precoce. Le conoscenze attuali impediscono di distinguere tra i tumori che diventeranno aggressivi e quelli che non costituiscono una minaccia per la vita. Per questo motivo, la ricerca volta all’identificazione di indicatori e alla definizione di protocolli in grado di ridurre l’impatto del trattamento del cancro al seno è, e deve restare, tra le priorità.

Un altro potenziale danno per le donne sottoposte a screening è l’identificazione di un “falso positivo”, ovvero di un’anomalia sospetta che non viene confermata dai successivi esami di approfondimento. Si trattava di un falso allarme. Seppure la rilevazione di un sospetto non sia equivalente a una diagnosi positiva, si parla comunque di “falso positivo” a causa delle indagini necessarie per verificarne l’esatta natura.
Quando si rende necessaria una valutazione successiva al primo test, nella maggior parte delle volte si tratta di un secondo esame mammografico o di un’ecografia, in alcuni casi, tuttavia, sono necessari ulteriori esami clinici del seno che possono comportare anche interventi invasivi, come la biopsia, per ottenere i tessuti necessari per l’esame istopatologico.”

https://www.osservatorionazionalescreening.it/content/il-bilancio-sugli-screening-una-narrazione-sui-benefici-e-i-danni-correlati-allo-screening

Il video – basandosi su studi ufficiali e pubblicati – cerca di spiegare quali potrebbero essere i rischi intrinseci dello screening più diffuso tra le donne: quello della mammella! A cura di Marcello Pamio, responsabile del sito www.disinformazione.it e autore dei libri: “Cancro Spa”, “La fabbrica dei malati”, “Il marketing della pazzia”. Pubblicato il 1 febbraio 2019 Marcello Pamio, insegna “Nutrizione Superiore” in alcune scuole di Naturopatia, è autore di libri su salute e benessere, e gestisce dal 1999 il sito www.disinformazione.it

Conferenza che Marcello Pamio ha tenuto al convegno “Cancro e Anima” (Milano, 10 aprile 2016) con il titolo “Diagnosi precoce, sovradiagnosi e incidentalomi: La strategia principe della creazione di malati” – organizzato da AnimaEventi.com L’intervento inizia con una domanda molto intrigante: “Facciamo più esami perché siamo più ammalati o siamo più ammalati perché facciamo più esami?” Dopo una lunga serie di considerazioni molto interessanti, ecco la conclusione: “Quello che ci fa ammalare è una epidemia di diagnosi.”

“Il terrore in materia vaccinale è stato poi esteso, tramite radiazione o sospensione, anche a quei medici che hanno osato manifestare dubbi in merito alle vaccinazioni, che hanno parlato di correlazione tra autismo e vaccini o che hanno esposto l’insorgenza di danni da vaccino. Infine, perché introdurre l’obbligatorietà di dodici, poi dieci, vaccini se la presunta epidemia riguardava solo il morbillo? Questa e molte altre domande se le pone da tempo Marcello Pamio che nel suo ultimo libro, “Vaccinazioni. Armi chimiche contro il cervello e l’evoluzione dell’uomo” (UNO Editori) affronta anche e soprattutto i retroscena dietro l’obbligo vaccinale e gli interessi dell’industria farmaceutica, quella “fabbrica dei malati” dedita all’arte raffinata di vendere malanni. Perché commercializzando farmaci, vaccini ed esami si creano profitti enormi e si trasformano persone sane in malati cronici da curare.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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