I Gatti Neri sono dei “potenti” Portafortuna, ma NON si deve sapere.

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Gatto nero, ma solo perchè gatto dalla indole libera e non addomesticabile, condannato alla calunnia   Per detenere il Potere (di pochi), sfruttando l’ Ignoranza (di Molti), nei secoli sono stati sterminati milioni di gatti Neri.
Alla stupidità collettiva, molto ha contribuito la chiesa cristiana. Un esempio è papa Gregorio IX, il quale emanò una bolla con la quale autorizzava lo sterminio, “in nome di Dio! ?”, di tutti i gatti neri e non solo. Fu così che ogni "vero cristiano" poteva torturare e uccidere qualsiasi gatto, meglio se nero, perché incarnazione del diavolo.

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I gatti venivano torturati, bastonati, gettati dai campanili,bruciati vivi o crocefissi, sempre “in Nome di Dio”. Durante le festività sacre, la mattanza raggiungeva il massimo (della pazzia!).
iL GATTO NERO è UN VERO pORTAFORTUNA. Ma molti lo ignorano!
La follia che determinò la strage di gatti, fu solo il preludio, ad essa seguì la sterminio di uomini, donne e bambini, accusati di stregoneria.
I gatti vennero soppressi perché considerati sacri in alcune popolazioni, elementi di culto e innalzati al ruolo di “protezione” verso gli spiriti cattivi, da altri credo così detti pagani.
I capi religiosi cristiani non potevano tollerare che la loro fede venisse oscurata da altre tradizioni e tantomeno dai gatti, fu così che nacque la superstizione del gatto nero che porta sfortuna e ne decretò la strage.
Gattini come Tea, venivano gettati dal campanile in nome del Dio cristiano!!!
Per chi avesse dubbi sul coinvolgimento della chiesa nei fatti descritti sopra, suggeriamo una visita a Narni ed ai sotterranei del convento di San Domenico.
Torture ed assassini sono descritti nei graffiti visibili sui muri delle celle dove venivano rinchiusi, oltre ai delinquenti comuni, anche i dissidenti della casta ecclesiastica.
In ogni disegno o scritta c’è l’esortazione alla libertà della coscienza, ossia  l’interpretazione della propria fede anche in chiave esoterica o diversamente politica da quella dei reggenti del tempo.

Nei sotterranei in questione, si dice ci siano presenze, fantasmi o anime inquiete che ancora oggi chiedono giustizia.

Come arrivare:
Tramite l’Autostrada A1 Roma-Milano, uscita Orte, provenendo sia da Nord che da Sud, e poi raccordo TERNI-ORTE fino alle indicazioni di uscita per Narni. Oppure tramite la via Flamina (SS 3), provenendo da Roma o da Fano.
Tea, la micina Nera PORTAFORTUNA di famiglia
Modalità d’accesso:
Il complesso è gestito dall’Associazione Culturale “Subterranea” sicché occorre tesserarsi per accedere alla visita, che è normalmente guidata. Per informazioni dettagliate sui giorni e sugli orari di visita si consiglia di telefonare allo 0774/722292, di consultare il sito web, oppure di inviare una e-mail all’indirizzo info@narnisotterranea.it
Links:
www.narnisotteranea.i

San Domenico identificò il demonio in un gatto nero.
San Cadoco, è protagonista di una leggenda molto strana in cui si narra che il diavolo costruì un ponte e chiese per sé la prima creatura che lo avesse attraversato, ma il santo, riuscì ad ingannarlo, dandogli un gatto nero anziché l’essere umano che il demonio voleva possedere.

“Un’altra assurda superstizione di quell’epoca sosteneva che, seppellendo o murando vivo un gatto sotto la porta di una casa, ci si assicurava la solidità delle sue mura (Numerosi gatti sono stati murati vivi anche sotto la Chiesa di Cristo e la Torre di Londra, in Inghilterra); oppure un’altra diceva che uccidere un gatto dopo la mietitura era il sistema migliore per assicurarsi un buon raccolto.Un gatto può essere compagno anche nelle passeggiate Oppure, per salvaguardare il proprio gregge o bestiame dalle malattie, si doveva bruciare vivo un gatto e far passare gli animali sul fumo prodotto. La cenere dei gatti bruciati vivi sulle piazze veniva conservata come portafortuna.

Nel XIV secolo, in una piccola cittadina francese, molte persone vennero colpite da una malattia del sistema nervoso nota come "Ballo di San Vito". Le cause dell’epidemia vennero attribuite ai gatti, e così, tutti quelli che furono trovati in paese vennero arsi vivi nella piazza principale. Da quell’episodio nacque la macabra tradizione di ardere vivi i gatti, che durò fino alla seconda metà del XVIII secolo. … “

Papa Innocenzo VIII fu un altro “squilibrato” che fu artefice della caccia alle streghe che portò all’assassinio di centinaia di esseri umani.
Una delle accuse mosse verso le streghe era quella di essere viste insieme ad un gatto o peggio ancora se i sospettati venivano sorpresi a nutrire gli indifesi felini.
  armonia e serenità
“…Gli Egizi, invece, venerarono i gatti come dei, e li ritennero protettori dei campi di grano e dai raccolti, sia dai topi che dalle devastazioni in genere.
Una delle loro feste più importanti vedeva protagonista una divinità egiziana con la testa di gatto e il corpo umano: Bastet, dea della fertilità. A quei tempi, la capitale dell’Egitto era Bubastis, ed era dedicata proprio a questa dea. La sua statua veniva venerata in un tempio enorme, e in suo onore venivano organizzate grandi feste. Bastet veniva sempre rappresentata con una cesta di gattini ai suoi piedi. Gli Egizi più ricchi, inoltre, quando moriva un gatto lo mummificavano, proprio come per le persone, e tenevano per lui un funerale vero e proprio. …”

Nel sito segnalato troverete varie superstizioni che sono sopravvissute nei secoli. Alcune credenze popolari, sono innocue, esempio: se un gatto inizia a strofinarsi dietro le orecchie, preannuncia pioggia e cattivo tempo.
Le due "sorelline".
Fantastica la storia di Dick Whittington. Egli viveva in Inghilterra, a Londra (XIV – XV sec.) Per una serie di disgrazie si ritrovò povero in canna, e con l’ultimo penny comprò un micino tutto nero per fargli compagnia, essendo gli amici scomparsi insieme alle sue ricchezze.
Il micino crebbe e divenne un grande e bellissimo gatto, formidabile cacciatore di topi. Portato a palazzo Reale, infestato da topi, riuscì a catturarli tutti.
Il Re, per riconoscenza, donò immense ricchezze al proprietario del gatto, e da allora Dick dimenticò miseria e povertà oltre agli amici dal dubbio sentimento.
http://www.tittiweb.it/

http://viaggi.tuttogratis.it/

Personalmente amo i gatti e quelli neri nel corso della vita, mi hanno sempre preannunciato fortuna e spesso evitato disgrazia e malattie.
I gatti neri sono entrati a casa mia sempre in circostanze casuali, trovati per strada o nati da genitori di altro colore di cui era improbabile la discendenza.

Una micia Kaly, visse con me 10 anni, pur sana e forte, improvvisamente scomparve e di lì a poco mio figlio ebbe un incidente da cui ne uscì incolume.
La guida indiana, mi disse che la micina aveva assorbito i traumi di mio figlio ed aveva sacrificato la sua vita per lui allontanandosi da casa.

A lei seguirono altri gatti neri e non solo (amo tutti gli animali!) , l’ultima arrivata è Tea, nata il 04 Aprile 2010. E’ la “sorellina” di mia figlia e come tale ha un posto nella famiglia. Mangia pomodori e cetrioli, spinaci e fragole; è un gatto Nero, ma speciale per l’affetto che ricambia con Tea non rincorre i topi ma mangia mais, pomodori e cetriolimia figlia Luna, e per le scelte alimentari davvero inconsuete.

Riabilitiamo i culti “pagani”, il gatto se nero è il migliore talismano vivente, contro le energie negative; grande portafortuna per chi lo accudisce e lo rende membro fisso della famiglia; per chi non lo rispetta, gli attende la dannazione eterna.

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   Per chi conosce la Magia, aggiungo : – “Sangue, chiama Sangue!” – . Chi uccide un gatto nero, ma semplicemente chi uccide un animale in genere, subirà disgrazia e lutto di pari entità, quindi ATTENZIONE alla ritualistica che richiede sacrifici di animali, colombe, galline, lucertole, maialini, gatti, cani, pulcini, topolini, piccioni, …evitate di praticare o commissionare ritualistica “Nera” o sarete dannati per sempre!

Due creature, la loro serenità al dispetto delle stupide superstizioni
  Luna e Tea, un’amicizia sincera ed importante.
La serenità in un abbraccio colto in un clik.

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