Siamo diversi! Stop alle ciofeche

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BASTA cretinate! Integrazione obbligata è una ciofeca! Siamo DIVERSI per colore pelle, struttura fisica, usi, costumi, religione, tradizioni, storia, … Non è vero che siamo tutti uguali, e dico per fortuna!

(agg.ato) 4 luglio ’18  h 08.59

4 luglio 2018

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.     Essere tutti uguali? Per fortuna NO! Siamo razze diverse; che mangiano cose diverse, adorano, amano  o odiano cose diverse!

.   Come diversi sono Gay, i transgender, … perchè amano o  odiano cose diverse rispetto agli etero. Fino a 20 anni fa, venivano considerati viziosi o malati, ora rischi essere criminalizzato se non li consideri Uguali. Stessa considerazione per neri o musulmani. NON SIAMO UGUALI!!

Capi di Religione, Governo o Politica dovrebbero invece, insistere sul rispetto del DIVERSO sempre e comunque!

Proviamo a conoscere alcune diversità

Essere donna in Arabia Saudita è comunque Diverso dall’esserlo in Europa.

Scegliersi un marito o usare i mezzi pubblici, cose quotidiane  proibite alle donne in Arabia Saudita. Secondo il rapporto 2017 del Forum Economico Mondiale sulla parità di genere, l’Arabia Saudita si piazza al 138mo posto su 144, rendendola una delle nazioni più inospitali per le vite e i diritti civili delle donne.

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Le donne non possono andare in giro da sole
Nel settembre 2017, il Re Saudita ha annunciato un drastico cambiamento nella legge per consentire alle donne di guidare l’auto a partire dal Giugno 2018. Una donna dovrà comunque sempre avere il consenso del suo uomo per poter guidare. Prendere il treno è consentito solo nella capitale Riad, ma anche lì alle donne è riservato un vagone separato in coda al treno. Sugli autobus invece, molte compagnie di trasporti rifiutano di far salire a bordo le donne. In alcune regioni, se una donna prende un taxi senza essere accompagnata, è considerata immorale.

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Devono coprirsi dalla testa ai piedi.
Fuori di casa, le donne Saudite devono coprire tutto il corpo, ad eccezione del viso, delle mani e dei piedi. Un abaya (una lunga tunica nera con le maniche) e un hijab (il copricapo) sono gli unici indumenti che una donna può indossare. Gli abiti devono essere fatti di un tessuto molto spesso e di taglia larga per non far intravedere le forme delle curve.

Non hanno tanta scelta in fatto di lavoro e carriera.
Le donne possono fare il medico, le infermiere, e le insegnanti. Donne in politica o donne avvocato sono rarissime. Per le donne è molto più difficile fare carriera perché vengono pagate meno degli uomini e non ricevono benefit come l’assicurazione medica.

Le donne non rispondono mai al campanello di casa
La maggior parte delle case in Arabia Saudite ha ingressi separati per uomini e donne. Le donne possono chiacchierare con le loro amiche solo nella loro metà della casa. Gli ospiti maschi possono visitare solo la metà della casa in cui non entrano le donne. Se una donna deve dire qualcosa a suo marito, deve chiamarlo per telefono.

Non c’è parità di genere.
La parola di una donna Saudita vale due volte meno di quella di un uomo. Per fare una semplice denuncia, una donna deve presentare 6 testimoni maschi. Un bambino non può essere cittadino Saudita se suo padre è uno straniero. Un uomo riceve il doppio di una donna quando si tratta di eredità e in certe zone rurali le donne sono di solito escluse del tutto dalla lista degli eredi.

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.   La società è separata in aree per maschi e aree per femmine, sia a casa, che nei luoghi pubblici, come in spiaggia, sui mezzi di trasporto e specialmente nei ristoranti, perché le donne devono rimuovere il velo per poter mangiare.
La parola di una donna Saudita vale due volte meno di quella di un uomo.
Le donne Saudite non potevano rappresentare il loro paese ai Giochi Olimpici fino al 2012. Resta comunque molto difficile per una donna Saudita fare carriera nello sport.
La polizia religiosa può punire una donna anche solo perché sta parlando con uno sconosciuto o perché indossa vestiti di un tessuto non abbastanza spesso.
Ma ci sono donne che hanno lottato per cambiare alcune regole, mentre ci sono altre che rivendicano la loro sudditanza al maschio.

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