Ospedali, Medici, Personale e Pazienti

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3 esperienze diverse in 3 angoli diversi d’Italia.

(agg.ato) Venerdì 11 ottobre ’19  h 09.55.

11 ottobre 2019

I familiari raccontano:

la 32enne era arrivata alla fase finale della gravidanza essendo alla trentanovesima settimana di gestazione. Il controllo a cui si era sottoposta era stato effettuato il 26 settembre scorso. E così ieri, insieme al marito, è andata in ospedale per chiedere spiegazioni sui motivi del ritardo dell’intervento, ricevendo la comunicazione dell’impossibilità di procedere al parto cesareo per l’assenza di anestesisti. Stamattina la nuova visita in ospedale con la scoperta della morte del feto.

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/calabria/vibo-valentia-cesareo-rinviato-per-mancanza-di-anestesisti-muore-il-feto_9625155-201902a.shtml

Gorizia 12 settembre 1978 – Nascita primo figlio. Io allora avevo 19 anni. La prima esperienza nel diventare madre. Mamma mia era infermiera (ostetrica), quindi esperta assistente alle nascite. Io di conseguenza ero informata di tutto quello che poteva accadere in reparto. Teoricamente sapevo tutto, ma quando  ricoverata, il cervello era vuoto! Mamma, lavorando in quel reparto, evitò eccessi di attenzione e per mia richiesta evitò entrare in sala parto. Fui ricoverata due giorni prima, perchè primipara e avente Sindrome Stevens Jhonson, o allergia a parecchi farmaci, potevo essere soggetta a complicazioni anche seriose. Fisicamente stavo bene, ma sentendo le urla di una donna in travaglio, mi spaventai! Feci la cosa più stupida che potevo fare: andai in bagno e fumai una sigaretta!!!

Rientrata in camera, si ruppero le acque e grazie a medici, diplomate ed infermiere nacque Manuel nel modo migliore, senza traumi per lui o per me. Anche in que reparto c’era il soggetto”rompi” ma non fece danni perche non “attenzionato” da critiche di colleghi o parenti.

Ad una infermiera che voleva somministrarmi a tutti i costi un farmaco, memore degli insegnamenti di mamma, con molta calma, ma risoluta seppi dire NO, cercando di spiegare sindrome S.J. ed effetti . E così accadde per il Primo.

Piccolo particolare: in quel reparto, pochi mesi prima , accadde un fatto tragico in cui furono coinvolti madre  e figlio. Ne parlarono tutti i giornali, furono inquisiti medici e personale. Sintesi: mia esperienza ottimale, come assistenza e ricovero

Lecco 21 luglio 1988 – Nacque Alex. Ero in città ed ospedale dove non conoscevo nessuno. Anche in questo caso fui ricoverata alcuni giorni prima. Anche questa volta dovetti rifiutare un farmaco, anche se lo aveva prescritto il medico. Con educazione rinnovai il NO. Percepii  un sussurro (stronza!) rivolto a me. Feci finta di non sentire mantenendo educazione e fermezza.

Sala parto, Alex non voleva nascere. Stava troppo bene dov’era! Ma il medico per alcuni minuti, cercò di distrarmi con chiacchiere, per poi dirmi: dovrei sottoporla a cesareo, se la sente di riprovare per ultima volta, di dare luce e vita a questo figlio? Evitando parto cesareo di cui, grazie a mamma, sapevo rischi in cui incorrevo. Premesso e sottolineo che rischiavo io ma anche il medico.

Sintesi: con notevole patema d’animo, Io, Medico ed assistenti. concludemmo dando Vita ad Alex, grazie a difficile decisione del Medico, senza problemi conseguenti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vibo Valentia 10 ottobre  1999 – Nacque Luna. Calabria con ospedale mai praticato, medici sconosciuti e contatti medici e personale buono se si manteneva ognuno i propri ruoli, pazienti compresi. Anche a Vibo dovetti riprendere e ripetere il NO ad alcuni farmaci. Sempre con educazione ma altrettanta fermezza.

Anche in questo caso ricovero anticipato di alcuni giorni causa sindrome S.J. di cui pochi sanno effettivamente come va gestita

In sala parto accadde fatto che sembra ripreso dalle comiche. Due agganci del “macchinario” non entravano correttamente in apposita sede. Il mio compagno si prodigò nel risolvere tempestivamente il problema, essendo lui un falegname atipico (strano ma geniale) Riuscì a collegare evitando di attendere tecnici e tutto si concluse al meglio. Tanta educazione, ma anche tanta fermezza nel far valere proprie ragioni.

Ricordo che per Alex (Lecco), ci fu una dottoressa, che in modo serioso, mi disse: – Io domani mattina parto per le ferie, non mi vuole mica fare il figlio questa notte?

La mia risposta istintiva era da censura; mi limitai a replicare che anch’io volevo andare in ferie ma con Alez in carrozzina, perchè ritenevo sistema comodo e migliore per entrambi!

Conclusione 3 ospedali differenti in tre angoli dello Stivale, che comunque mi garantirono la felicità.

In tutti ho incontrato medici infermieri ed ausiliari, FANTASTICI, ma anche dei terribili co…oni, che se ridimensionati nel ruolo, con EDUCAZIONE, ricordando che loro non so no dio in terra, ma dovrebbero essere a nostro servizio, RISPETTO reciproco e TUTTO andrà BENE e COSì è STATO!

Volendo puntualizzare riferendomi a tragico caso segnalato inizio articolo, vi posso dire che in tre gravidanze, nessuno ha centrato data nascita dei miei 3 rampolli!!!

 

 

 

 

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