Omicidio Impunito – quando si Ammazza la Speranza di Giustizia

La Speranza costantemente trucidata da isospettabili assassini

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Troppi assassini liberi. Troppe sentenze “balorde”. Tante Vittime a cui è stato tolto l’ultimo barlume di Speranza. Non è la Giustizia ad essere fallosa, ma chi la “interpreta” e la gestisce senza un minimo di Buon Senso creando un nuovo Omicidio Impunito

(agg.ato) Martedì 5 novembre ’19  h 16.37
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5 novembre 2019

Omicidio Graziella Campagna. Aveva 17 anni quando è stata ammazzata, “la prima volta”!  Le altre volte che seguirono, fu nuovamente trucidata, insieme ai suoi familiari, da giudici e simili, che hanno martoriato ogni speranza di giustizia.

Rivedendo il film “La vita rubata” con Beppe Fiorello che ho rivissuto angoscia e rabbia avuta nell’ 85.

Il 12 dicembre saranno 34 anni che a Graziella non è stata resa giustizia, nè pace agli animi tormentati dei suoi familiari.

I due che l’hanno ammazzata senza pietà si chiamano Gerlando Alberti Jr e Giovanni Sutera.

….. il corpo fu ritrovato a Forte Campone – vicino a Villafranca Tirrena – e riconosciuto dal fratello, Pietro Campagna. Aveva cinque ferite d’arma da fuoco, rivelatasi una lupara calibro 12 che sparò da non più di due metri di distanza dalla vittima. Le ferite erano sulla mano e sul braccio (con cui probabilmente tentò di proteggersi), all’addome, alla spalla, alla testa e al petto.
https://it.wikipedia.org/wiki/Omicidio_di_Graziella_Campagna

Il fratello della ragazza, Piero Campagna, appuntato dei Carabinieri, portato ad affermare con amarezza, rabbia e sconcerto che la sorella è stata vittima

prima della mafia e poi dello Stato.

http://www.antimafiaduemila.com/home/opinioni/234-attualita/69701-graziella-campagna-fine-pena-mai.html

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8 settembre 2019

Prima condanna Ergastolo, seconda condanna 30 anni, terza condanna 20 anni, ora dopo 8 anni avtò i permessi “premio”, i giudici hanno sentenziato che non merita aggravanti crudeltà, nonostante abbia inferto alla povera Melania 35 coltellate …..

Salvatore Parolisi è stato condannato per aver ucciso la moglie Melania Rea con 35 coltellate il 18 aprile del 2011 nel bosco di Ripe di Civitella, in provincia di Teramo. L’ex Caporal maggiore dell’esercito, recluso al carcere militare di Bollate, avrebbe maturato i requisiti necessari previsti dalla legge per chiedere e ottenere dei permessi premio e uscire dal carcere anche in virtù della sua buona condotta.

https://www.ilmattino.it/primopiano/cronaca/melania_rea_parolisi_esce_carcere_permessi_premio_buona_condotta-4717953.html

Morta in agonia causa dissanguamento a seguito coltellate inferte dal marito (Parolisi)

Video che seguono per comprendere fatti e crudeltà dell’assassino. Teoricamente Parolisi ha trucidato la moglie per poter mantenere la relazione con l’amante

Melania Rea ha subito anche la violenza sul corpo ormai esanime con una siringa, poi infilzata al collo, lo sfregio con una svastica, i pantalomi e gli slip abbassati, …

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4 febbraio 2019

VERGOGNA!!!

Il 17 maggio 2015 Marco Vannini si trova a casa della fidanzata Martina Ciontoli insieme alla sua famiglia. Verso le 23.15 il giovane viene colpito da un colpo d’arma da fuoco, mentre si trovava nella vasca da bagno.

A sparare Antonio Ciontoli, il padre di Martina. “Stavamo giocando con le pistole, mi aveva chiesto di vederle. Ho caricato ed ho sparato perché pensavo fosse scarica” si sarebbe poi giustificato in aula. Il resto della famiglia afferma di non essere presente al momento dello sparo e di non aver capito di cosa si trattasse. Nonostante il ragazzo sia stato attinto da un proiettile rimarrà per quasi un’ora in quella villetta a Ladispoli.

Una prima telefonata al 118, fatta da Federico il fratello di Martina, viene poi annullata ‘perché Marco sembrava riprendersi’. All’operatrice del 118 non verrà detto dello sparo ma Federico le parlerà di uno spavento, un attacco di panico per uno scherzo. Solo a mezzanotte Antonio Ciontoli decide di chiamare di nuovo i soccorsi. Anche in questo caso il capofamiglia nasconde la verità e dirà all’operatrice che il ragazzo ‘si è ferito con un pettine a punta scivolando nella vasca’.

Anche all’arrivo dell’ambulanza nessuno nominerà il colpo di pistola e Marco verrà trasportato in codice verde, perdendo altro tempo prezioso. Solo all’arrivo al Pit di Ladispoli, Antonio Ciontoli confessa al dottor Matera che il ragazzo è stato attinto da un colpo do arma da fuoco. Immediatamente viene chiamato un elisoccorso per trasportare Marco d’urgenza all’ospedale Gemelli di Roma. Ma purtroppo Marco morirà alle 3.10 di notte mentre si trovava sull’eliambulanza.

VERGOGNA! VERGOGNA! VERGOGNA!

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3 giugno 2018.

Il più noto omicidio “seriale”, che ha sconvolto alcuni, incuriosito ed appassionato altri per decenni, è il tristemente famoso caso del MOSTRO di FIRENZE

.    Il Mostro di Firenze è forse il serial killer più cruento della storia italiana e tutt’oggi la sua vera identità rimane ancora un mistero nonostante siano molte le persone che sono state arrestate.

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31  marzo 2018

Vittima; Annalaura Pedron, 21 anni, babysitter

Assassino: David Rosset, 14 anni, mini “maschio” respinto

Pordenone – 2 febbraio 1988.

Per i periti del collegio Rosset non è imputabile. I giudici, tuttavia, considerano il contrario anche se mancano «evidenze scientifiche che consentano di provarlo a vent’anni di distanza». Il 2 febbraio 1988 «David aveva raggiunto uno sviluppo complessivo tale da consentirgli di scegliere se compiere o meno l’azione contestatagli».

cioè Era in grado di intendere e volere!!! Nuovo omicidio impunito sentenziato

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2012/07/15/news/omicidio-pedron-le-motivazioni-i-magistrati-le-prove-portavano-a-rosset-1.5408928

. La sentenza, riuscì a non convincere né la difesa di Rosset che si aspettava una assoluzione nel merito né l’accusa che aveva chiesto la condanna a ventiquattro anni, destò stupore l’atteggiamento dell’imputato: mai fu presente in aula e mai prese posizione sulla drammatica vicenda. Il caso della povera Annalaura Pedron a oggi è irrisolto, anche se rimane assolutamente surreale.

David Rosset, infatti, non è stato considerato colpevole ma nemmeno innocente, e almeno una cosa si è appurata con assoluta certezza grazie al sangue trovato sulla vittima e al test del Dna: la sua presenza il giorno del delitto nell’appartamento. Da qui l’accorato appello della famiglia Pedron (padre, madre e sorella di Annalaura) di arrivare ad ottenere sia giustizia che una parola da parte di chi, David Rosset, fu di certo accanto alla figlia negli ultimi attimi di vita.

http://messaggeroveneto.gelocal.it/udine/cronaca/2012/07/15/news/omicidio-pedron-le-motivazioni-i-magistrati-le-prove-portavano-a-rosset-1.5408928

L’omicidio della baby sitter impunito a norma di legge

Annalaura Pedron fu ammazzata a Pordenone nella casa dove accudiva un bimbo. Dopo 20 anni si è scoperto l’assassino assolto però perché incapace di intendere e volere

Se era incapace di intendere e volere, al tempo dei fatti, significa che il cervello ha fatto Tilt, chi certifica che ora è ristabilito/guarito ?

Chi controlla e sopratutto previene nuovi episodi criminali o difende eventuali potenziali vittime ?

 

 

 

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