La Sfida. Oltre …

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Scegliere la Sfida è un modo per spezzare monotonia della vita che si sta conducendo, con speranza ed illusione a volte, di afferrare notorietà e soldi fino ad ora sfuggiti.

(agg.ato) Domenica 10 marzo ’19  h 09.20

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10 marzo 2019

Una foto, scattata dal campo base con l’ausilio di un potentissimo telescopio, ritrae infatti i due corpi sdraiati sulla neve, in mezzo alle rocce: Nardi, con il suo piumino rosso, più in alto e, qualche metro sotto, Ballard con una giacca blu. «L’analisi di quell’immagine e di altre ci suggerisce che la tragedia si è sviluppata in un’azione dinamica, cioè di loro due che si stavano muovendo verso il basso, quando è successo qualcosa; non sembrerebbe comunque esserci stato alcun tipo di valanga», spiega Agostino Da Polenza, presidente dell’Associazione Everest-K2-Cnr, amico dei due alpinisti che ha coordinato dall’Italia le ricerche.

«A Daniele Nardi, tre o quattro anni fa, dissi che salire sullo sperone Mummery non è un atto eroico, ma è stupidità». Così Reinhold Messner, poco dopo aver appreso la notizia del riconoscimento dei corpi senza vita di Nardi e Ballard sulla parete del Nanga Parbat, ricorda con dolore e amarezza il suo incontro con l’alpinista di Latina, che aveva cercato di dissuadere dalla suo progetto.

«Pare che siano morti a 6.000 metri, nell’angolo più pericoloso della parete, adesso però è troppo tardi per dire che in quell’angolo io non ci andrei», spiega l’alpinista che proprio lì, nel 1970, vide morire il fratello Gunther, mentre stavano scendendo dopo aver raggiunto la vetta. «Certo, chi va in montagna rischia sempre – aggiunge – però l’arte dell’alpinismo sta nella capacità di superare difficoltà e di evitare pericoli e in quell’angolo di Nanga Parbat, alla base del Mummery, non si possono aggirare i pericoli e un bravo alpinista in quell’angolo non va».

http://www.ladige.it/news/cronaca/2019/03/09/tragica-morte-ballard-nardi-reinhold-messner-gl-iavevo-detto-non-andarci

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8 marzo 2019

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“Conquistare qualcosa nello sport è sinonimo di vittoria, gloria, onore. Nell’alpinismo di alta quota anche. Ma non è tutto, non è la fine. Quando onquisti la vetta poi devi tornare giù, sano e salvo. Non c’è l’inserviente con la coperta termica ad aiutarti, né un elicottero che ti porta a casa. Quando raggiungi la cima di una montagna sei a metà dell’opera. Se non scendi resti là, nessuno ti viene a prendere, nessuno ti aiuta.”

Tomek Mackiewicz muore nel gennaio 2018. Che senso ha?

http://www.brockfordpost.it/tomek/

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Seguono 7 sfide perse. “Scelte oltre” che hanno preso la Vita ad altrettanti elementi/uomini e donne che hanno liberamente scelto la sfida.

Daniele ha liberamente scelto e voluto la sfida oltre il conosciuto. Daniele e Tom hanno azzardato stupidamente. Naturalmente mi dispiace, ma non creo su di loro l’idea di vittime inermi ed inconsapevoli, altrimenti mi renderei partecipe creazione fantocci cretini! NO sono due adulti consapevoli del pericolo nella sfida alla montagna della Morte.

“Dobbiamo capire cosa fare”: sono le parole dell’alpinista italiano Daniele Nardi nel suo ultimo messaggio video registrato in Pakistan. Il filmato risale al 21 febbraio. Di lui e del compagno di spedizione Tom Ballard non si hanno notizie da domenica 24 febbtaio …”

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4 marzo 2019

 

La Sfida di Daniele Nardi con la montagna della morte ha ripreso. Mogli, figli, compagne, parenti ed amici, messi in secondo piano. Al primo posto c’è solo il Nanga Parbat. Uguali emozioni ed imput anche per Tom Ballard, l’altro,  compagno di sfida e scalata

Durante l’intervista si parla anche della possibilità di smarrirsi e Nardi è consapevole: «Nella maggior parte dei casi sopra ai 7 mila metri è difficile che ti vengano a prendere, ci sono troppi rischi che metterebbero in pericolo anche la vita dei soccorritori, e il Nanga Parbat e una montagna piena di morti». Poi gli viene chiesto cosa vorrebbe si ricordasse di lui nel caso non dovesse tornare, Daniele con serenità afferma: «Se non dovessi tornare mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha fatto una cosa incredibile, a mio figlio vorrei dire di non fermarsi mai nella vita, che il mondo ha bisogno di persone che facciano capire che c’è bisogno di pace su questa terra e di non arrendersi».

https://www.leggo.it/italia/cronache/daniele_nardi_intervista_prima_di_partire_se_non_dovessi_tornare_vorrei_ricordato_un_ragazzo_ha_fatto_incredibile-4337450.html

Ci ha provato molte volte, ha vissuto la paura, sentito il gelido della morte, ma ha pteferito continuare nella sfida mortale

https://www.repubblica.it/cronaca/2019/03/03/news/nardi-220611957/

 

 

 

 

 

 

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