LE PERLE (di Resina) DI CHIOS (Grecia)

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Bacche di Lentisco (Chios - Grecia)La resina è generata dalla pianta del Lentisco. Si presenta come un arbusto (1 m.) le foglie sono sempreverdi ed il frutto è una bacca, rossa o nera. Predilige terreni secchi, ma si adatta facilmente.
Originario dell’isola greca di Chios,  è diffuso in tutto il Mediterraneo.
Della pianta di Lentisco, sono utilizzate resina e foglie la cui raccolta viene eseguita tra luglio e settembre.

(agg.ato) Venerdì 2 marzo ’18  h 15.49  

2 marzo 201

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La resina, dopo la raccolta viene lavate ed essiccata, per poi essere conservata in scatole di legno.
Si usa come aroma per liquori e dolci, gomma da masticare, nella cosmetica e nella farmacologia oltre ad essere una colla naturale.

Il suo gusto è leggermente dolciastro, è utilizzato nell’alimentazione (gomma da masticare, aromatizzatore di bevande e gelati, liquori), nella cosmetica e nella farmacologia.
Il mastice alimentare ha proprietà astringenti ed aromatizzanti oltre ad essere una sostanza adesiva naturale.

Il Mastice contiene un acido aromatico e un’essenza ricca di pinene. Resina di Lentisco (Chios - Grecia)
Masticato diventa una pasta malleabile come la cera, che aderisce ai denti. Grazie alla sua azione antinfiammatoria e antisettica, combatte la piorrea e la gengivite (infiammazione delle gengive).
E’ utile nella cura della paradontosi (infiammazione dei tessuti di sostegno del dente), che è la principale causa della caduta dei denti. Inoltre, profuma l’alito, producendo una sensazione di freschezza e di pulizia.
Si utilizzano, al pari del mastice, per sciacqui eseguiti con il decotto, per disinfiammare le gengive e rinforzare la dentatura.                                .

Il mastice viene utilizzato anche nella pittura. Disciolto a freddo o a caldo in essenza di trementina fornisce un’ottima vernice finale per i dipinti a tempera e ad olio.

I primi a sfruttare commercialmente il mastice di Chios, furono i Isola di Chios. (Grecia)Giustiniani, famiglia borghese di Genova e si creò un vero monopolio che riforniva molti paesi del Mediterraneo: Cipro, Rodi, Costantinopoli, Alessandria, porti della Grecia e della Siria.  La vendita era curata da veri e propri agenti che lavoravano al servizio dei Giustiniani.  I quali, quando c’era sovra produzione, a volte, per proteggere il prezzo del mastice, bruciavano le eccedenze.

I ladri di resina venivano puniti severamente, per esempio per il furto di meno di 10 litri di mastice (pari a 2 chili di prodotto) era prevista una forte multa e per chi non era in grado di pagarla, l’amputazione di uno dei due orecchi. Per il furto dai 10 ai 25 litri, la marcatura a caldo con un ferro rovente sulla fronte.
Tra i 25 e i 40 litri , il taglio del naso e dell’orecchio destro. Oltre 200 litri o in caso di recidività l’impiccaggione.
Pene analoghe erano previste anche per i ricettatori di partite di mastice rubate.
Ricompense erano previste per gli informatori. Kyriakus Pitsiccoli, scrittore Genovese dell’epoca, riporta un proverbio
“se desiderate vivere a Chios, proteggete il mastice e non rubatelo mai”.

Il prodotto ha una denominazione di origine controllata (D.O.P.) come “gomma” e può essere prodotto soltanto nell’isola di Chios.

LA LEGGENDA DI CHIOS
In realtà, le leggende sono due. Una a sfondo religioso: il soldato martire; l’altra romantica: la figlia del sultano Medjit

San Isidoro. Il soldato martire. San Isidoro il soldato di Dio

Correva l’anno 249 d.C. L’imperatore Decio, crudele persecutore dei cristiani, ordinò la cattura di Isidoro, soldato romano, di famiglia pagana, convertitosi al cristianesimo. Dopo la cattura fu chiesto al soldato di rinnegare la Fede, ma questi rifiutò e per questo fu condannato a morte.

Il 14 maggio dello stesso anno, fu legato ad un cavallo selvaggio e trascinato a terra per i boschi di lentisco, tra enormi sofferenze, attraversando le terre da Chora a Neochori. Gli alberi, silenziosi e unici testimoni, si misero a “piangere” perle di resina, per lo strazio subito da Isidoro. Per la Fede ed il coraggio fu innalzato a Santo.

Questa è la spiegazione data dalla leggenda, per cui solo gli alberi (lentisco) di Chios, producano le perle di resina. In altri luoghi cresce l’arbusto ma non produce il prezioso mastice.
Effettivamente i numerosi tentativi fatti dai Romani, fino ai giorni nostri, per coltivare arbusti da cui estrarre la resina, sono tutti miseramente falliti.

La figlia del Sultano Medjit.Panorama di Chios (Grecia)
Una giovane fanciulla, dai nobili natali, si innamorò perdutamente di un giovane incontrato nei pressi di un arbusto dal profumo intenso. Non conosceva il nome del giovane, ma il suo amore era immenso. Ogni giorno, uscendo da palazzo correva al luogo del primo incontro, ove il lentisco, con il suo profumo, coronava il sogno dei due giovani innamorati.

Un brutto giorno, la fanciulla arrivata al lentisco, non trovò nessuno. Attese inutilmente per lunghe ore, ma il giovane non ritornò. Per giorni la fanciulla sperò e si distrusse dal dolore, ma a nulla valsero le lacrime. Il sultano messo a conoscenza del fatto, cercò di consolare la figlia, ma tutti i tentativi andarono a vuoto. La sua adorata figlia rischiava di morire dal dolore.
Fu allora che il sultano ordinò di  piantare in tutta l’isola, arbusti di lentisco. Si diceva che il giovane si era perduto durante una spedizione in terre vicine, il profumo intenso lo avrebbe guidato nuovamente verso il sultanato, ridando all’amata figlia la voglia di vivere.

E così accadde. Quando la figlia lo riabbracciò, tanta fu la gioia e la commozione, ma non aveva più lacrime.
Perle di resinaGli alberi, impressionati da tanto sentimento in una giovane fanciulla, “piansero” per lei perle di resina.  Da quel lontano giorno, solo a Chios, gli alberi di lentisco producono la resina pregiata, testimoni di un così grande amore. Era l’anno 700.

Come sempre è accaduto nei secoli passati, la chiesa ha copiato ritualistiche pagane, per stravolgerle ed inserirle in cerimonie cristiane, anche in questo caso! Infatti il clero usa il mastice o resina, per aromatizzare l’incenso e nella preparazione dell’Olio Santo cresimale.

Le Perle di Chios – Resina sono usate anche nella ritualistica Magica di molte culture. Es.: rito del Solstizio d’Estate (21 Giugno)
http://www.gazzettinodellamagia.it/vivi-la-magia/rituali-e-magie/8-rito-solstizio-destate-.html

La scienza, non essendo sensibile alle leggende, giustifica la singolarità del fatto, con le caratteristiche del suolo e le correnti geotermiche dovute alla natura vulcanica dell’isola.
Noi vogliamo credere alla leggenda con il lieto fine.

Fonte: giustiniani.info e wikipedia

 

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