TARANTISMO : Religione, Superstizione, Medicina Popolare

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   La tradizione popolare, ci racconta che il Tarantismo / Tarantolismo, è provocato dal morso della Tarantola (Lycosa Tarentula), ragno molto diffuso a Taranto e zone limitrofe e da cui ha preso il nome. Chi ne viene morso, cade in preda ad attacchi simili all’epilessia, con contorsionismi e rantoli che si placano solo con uno specifico rito. Il fenomeno è antico, presente in Spagna, in America Latina ed in Italia (Puglia). 

          (aggiornato) 24 Agosto ’13 VIDEO
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      In passato ad essere “morse”dalla Tarantola, in maggioranza erano giovani donne o in procinto di sposarsi.
Accadeva spesso al principio dell’Estate; i soggetti colpiti, anche uomini, venivano aiutati a “guarire” con un rito
che si poteva ripete anche per anni, fino a quando non c’era guarigione completa. C’è chi ha osservato il fenomeno con metodi scientifici ed ha decretato che la Tarantola descritta da alcune vittime, non è zoologicamente identificabile e che le crisi erano semplici casi di isteria, frutto di suggestioni ed ignoranza.  
Dalla danza rituale (Taranta), deriva anche la Tarantella, ballo popolare conosciuto in tutto il mondo.
 
      Una spiegazione meno scientifica ma più verosimile, ritiene colpevole delle convulsioni la Malmignatta, aracnide diffuso in tutta Italia. Questo ragno può dimostrarsi molto pericoloso per gli uomini. E’ anche conosciuto come la Vedova Nera del Mediterraneo; il suo morso non è letale, come quello del suo simile oltre Oceano,  ma provoca nausea, convulsioni, cefalee, febbre, sudorazione, … in alcuni casi perdita dei sensi, raramente alla morte. Un fisico adulto e sano, non rischia molto, più grave quando ad essere morsi sono persone debilitate o bambini.

     Abbiamo testimonianze che ci arrivano dal Medio Evo. Le donne risultano le più colpite, perché facili prede durante la mietitura del grano, ma non dalla innocua Tarantola, ma proprio dalla Malmignatta.

   “Attraverso la musica e la danza era però possibile dare guarigione ai tarantati, realizzando un vero e proprio esorcismo a carattere musicale. Ogni volta che un tarantato esibiva i sintomi associati al tarantismo, dei suonatori di tamburello, violino, organetto, armonica a bocca ed altri strumenti musicali andavano nell’abitazione del tarantato oppure nella piazza principale del paese. I musicisti cominciavano a suonare la pizzica, una musica dal ritmo sfrenato, e il tarantato cominciava a danzare e cantare per lunghe ore sino allo sfinimento. La credenza voleva infatti, che mentre si consumavano le proprie energie nella danza, anche la taranta si consumasse e soffrisse sino ad essere annientata. Alla leggenda popolare può essere in realtà legata anche una spiegazione strettamente scientifica: il ballo convulso, accelerando il battito cardiaco, favorisce l’eliminazione del veleno e contribuisce ad alleviare il dolore provocato dal morso del ragno e di simili insetti. Non è quindi da escludere che il ballo venisse utilizzato originariamente come vero e proprio rimedio medico, a cui solo in seguito sono stati aggiunti connotati religiosi ed esoterici.”
(fonte wikipedia)

   TARANTOLE e SANTI
  La Chiesa ha cercato di inserirsi in questo contesto popolare, dando a San Paolo, il “potere” di guarire i tarantolati, in modo da riprendersi lo spazio toltogli dalla ritualistica tradizionale. La Chiesa scelse San Paolo, perché una leggenda narra che sia sopravissuto al morso di un serpente velenosissimo mentre si trovava all’isola di Malta. Mentre il Santo faceva le grazie, le guaritrici ballavano fino allo sfinimento. Esternamente si potrebbe dire che entrambe le correnti, esorcizzavano il Male, anche se in modi diversi.

     Il risultato delle infiltrazioni cattoliche, fu una miscela di Superstizione, Magia, Tradizione e Religione, che ha fatto vivere fino ai nostri giorni il Tarantismo con annessi e connessi.
Le vittime del ragno, oltre a vomitare e dimenarsi, usano linguaggi osceni, mimano rapporti sessuali, … Il culto cristiano scomparve molto velocemente ed il povero San Paolo, da Santo guaritore degli avvelenati, è ora ricordato come Santo della sessualità (?)

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  Quando, anche dopo anni di cure, si riteneva che si fosse prossimi alla guarigione, la vittima insieme al corteo tarantolesco, si recava sul luogo ove era stato morso e li si compiva l’ultimo ballo.

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