“La bambina che zittì il mondo!” – Il mondo dovrebbe ri-ascoltarla!

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    Severn Cullis-Suzuki  è nata a Vancouver il 30 novembre 1979.
 Ora è una attivista ambientale, speaker, conduttrice televisiva e autrice – scrittrice canadese.


Una ragazzina ebbe il coraggio di sgridare i potenti del Mondo e fece la storia.           Da RI – Ascoltare e Riflettere

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    All’età di 9 anni, mentre frequentava la scuola elementare di Lord Tennyson, fondò l’Environmental Children’s Organization (ECO), un gruppo di bambini interessato a sensibilizzare i propri coetanei verso le problematiche ambientali.
 
Ma la storia che vi narriamo si svolge nel 1992, quando lei aveva 12 anni. Cullis-Suzuki insieme ai suoi amici raccolse soldi sufficienti per partecipare al Vertice della Terra a Rio de Janeiro.
I ragazzini furono accettati ed inclusi alla lista degli oratori di una delle conferenze che si tennero dal 3 al 14 Giugno a Rio  de Janeiro, in occasione del primo summit Mondiale, che riunì potenti e ricchi provenienti da tutto il mondo, per parlare, confrontarsi, trovare accordi sull’ambiente, conoscerlo, preservarlo e migliorarlo.
 
    Fu un evento eccezionale e senza precedenti  in termini di impatto mediatico e sulle scelte politiche e di sviluppo che l’hanno seguito.
Vi parteciparono 172 governi e 108 capi di Stato o di Governo; 2.400 rappresentanti di organizzazioni non governative e oltre 17.000 persone aderirono al NGO Forum.

Quando la ragazzina si accostò al microfono, molti adulti la guardarono con sufficienza e distacco; pochi secondi bastarono, da quando iniziò a parlare, con voce ferma, calda, appassionata, per catturare l’attenzione di tutti delegati presenti.
Quando terminò il suo discorso, un applauso la consacrò alla figura che oggi conosciamo: "La ragazzina che zittì il Mondo per 6 minuti"           http://it.wikipedia.org/wiki/

    L’11 dicembre 1997, si stillò un trattato internazionale in materia ambientale riguardante il riscaldamento globale sottoscritto nella città giapponese di Kyōto da cui prese nome come "Protocollo di Kyōto".

Parteciparono più di 160 Paesi in occasione della Conferenza COP3 della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (UNFCCC).
 Il trattato è entrato in vigore il 16 febbraio 2005, dopo la ratifica anche da parte della Russia.

Il 16 febbraio 2007 si è celebrato l’anniversario del secondo anno di adesione al protocollo di Kyōto, e lo stesso anno ricorre il decennale dalla sua stesura.         http://it.wikipedia.org/wiki/

Sintesi delle decisioni e relative azioni attivate in Europa
  http://europa.eu/legislation_summaries/

(In questa foto aveva 16 anni e continuava a "parlare al Mondo")

   Testo integrale del discorso tenuto nel 1992, quando di anni ne aveva 12
   
   “Buonasera, sono Severn Suzuki e parlo a nome di ECO (Environmental Children Organization).

    Siamo un gruppo di ragazzini di 12 e 13 anni e cerchiamo di fare la nostra parte, Vanessa Suttie, Morgan Geisler, Michelle Quaigg e me.
Abbiamo raccolto da noi tutti i soldi per venire in questo posto lontano 5000 miglia, per dire alle Nazioni Unite che devono cambiare il loro modo di agire.
Venendo a parlare qui non ho un’agenda nascosta, sto lottando per il mio futuro.

Perdere il mio futuro non è come perdere un’elezione o  alcuni punti sul mercato azionario.
    Sono a qui a parlare a nome delle generazioni future.
Sono qui a parlare a nome dei bambini che stanno morendo di fame in tutto il pianeta e le cui grida rimangono inascoltate.
Sono qui a parlare per conto del numero infinito di animali che stanno morendo nel pianeta, perchè non hanno più alcun
posto dove andare.

Ho paura di andare fuori al sole perché ci sono de buchi nell’ozono, ho paura di respirare l’aria perchè non so quali sostanze chimiche contiene.
Ero solita andare a pescare a Vancouver, la mia città, con mio padre, ma solo alcuni anni fa abbiamo trovato un pesce pieno di tumori.
E ora sentiamo parlare di animali e piante che si estinguono, che ogni giorno svaniscono per sempre. 
Nella mia vita mia ho sognato di vedere grandi mandrie di animali selvatici e giungle e foreste pluviali piene di uccelli e farfalle, ma ora mi chiedo se i miei figli potranno mai vedere tutto questo.

Quando avevate la mia età, vi preoccupavate forse di queste cose?

Tutto ciò sta accadendo sotto i nostri occhi e ciò
nonostante continuiamo ad agire come se avessimo a disposizione tutto il tempo che vogliamo e tutte le soluzioni.
Io sono solo una bambina e non ho tutte le soluzioni,
ma mi chiedo se siete coscienti del fatto che non le avete neppure voi.

    
    Non sapete come si fa a riparare i buchi nello strato di ozono, non sapete come riportare indietro i salmoni in un fiume inquinato, non sapete come si fa a far ritornare in vita una specie animale estinta, non potete far tornare le foreste che un tempo crescevano dove ora c’è un deserto.

Se non sapete come fare a riparare tutto questo, per favore smettete di distruggerlo.

Qui potete esser presenti in veste di delegati del vostro governo, uomini d’affari, amministratori di organizzazioni, giornalisti o politici, ma in verità siete madri e padri, fratelli e sorelle, zie e zii e tutti voi siete anche figli.

Sono solo una bambina, ma so che siamo tutti parte di una famiglia che conta 5 miliardi di persone, per la verità, una famiglia di 30 milioni di specie.

E nessun governo, nessuna frontiera, potrà cambiare questa realtà.

Sono solo una bambina ma so e dovremmo tenerci per mano e agire insieme come un solo mondo che ha un solo scopo.

La mia rabbia non mi acceca e la mia paura non mi impedisce di dire al mondo ciò che sento.

Nel mio paese produciamo così tanti rifiuti, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, compriamo e buttiamo via, e tuttavia i paesi del nord non condividono con i bisognosi.

Anche se abbiamo più del necessario, abbiamo paura di condividere, abbiamo paura di dare via un po’ della nostra ricchezza. In Canada, viviamo una vita privilegiata, siamo ricchi d’acqua, cibo, case abbiamo orologi, biciclette, computer e televisioni. La lista potrebbe andare avanti per due giorni.

    Due giorni fa, qui in Brasile siamo rimasti scioccati, mentre trascorrevamo un po di tempo con i bambini di strada.
Questo è ciò che ci ha detto un bambino di strada:
"Vorrei essere ricco, e se lo fossi vorrei dare ai bambini di strada cibo, vestiti, medicine, una casa, amore ed affetto".

Se un bimbo di strada che non ha nulla è disponibile a condividere, perchè noi che abbiamo tutto siamo ancora così avidi?

Non posso smettere di pensare che quelli sono bambini che hanno la mia stessa età e che nascere in un paese o in un altro
fa ancora una così grande differenza; che potrei essere un bambino in una favela di Rio, o un bambino che muore di fame in Somalia, una vittima di guerra in medio-oriente o un mendicante in India.

Sono solo una bambina
ma so che se tutto il denaro speso in guerre
fosse destinato a cercare risposte ambientali, terminare la povertà e per siglare degli accordi,
che mondo meraviglioso sarebbe questa terra!

 
A scuola, persino all’asilo, ci insegnate come ci si comporta al mondo.
Ci insegnate a non litigare con gli altri, a risolvere i problemi, a rispettare gli altri, a rimettere a posto tutto il disordine che facciamo, a non ferire altre creature, a condividere le cose, a non essere avari.
Allora perché voi fate proprio quelle cose che ci dite di non fare?
Non dimenticate il motivo di queste conferenze, perché le state facendo?
Noi siamo i vostri figli, voi state decidendo in quale mondo noi dovremo crescere.

I genitori dovrebbero poter consolare i loro figli dicendo: "Tutto andrà a posto. Non è la fine del mondo, stiamo facendo del nostro meglio".

Ma non credo che voi possiate dirci più queste cose.
Siamo davvero nella lista delle vostre priorità? Mio padre dice sempre siamo ciò che facciamo, non ciò che diciamo.

    Ciò che voi state facendo mi fa piangere la notte.
VOI CONTINUATE A DIRE CHE CI AMATE, 
MA IO VI LANCIO UNA SFIDA:
per favore,
FATE CHE LE VOSTRE AZIONI
RIFLETTANO LE VOSTRE PAROLE.”

                              
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