PADRE PIO – Uomo Ribelle e Santo Tormentato

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Padre Pio un Grande per Grandi di Spirito e IntellettoPADRE PIO – Santo o illusionista?
Fu un grande in vita, tanto da attirarsi invidia e frustrazioni anche da colleghi di tonaca.

Deluse tutti coloro che nella sua morte, avevano previsto la fine del suo mito, anzi il suo successo come uomo di Chiesa, lo consolidò dopo la sua morte.

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La Chiesa, il Vaticano, i Politici con tonaca e senza, dovettero cedere sotto il peso della folla dei suoi credenti.
Anche nella chiesa i tesserati contano, come i numeri ed il denaro.
Se non avessero accontentato le richieste dei fedelissimi di Padre Pio, avrebbero perso nei numeri ed anche nei soldi.
E così fu fatto Santo!
Padre Pio aveva un rapporto speciale con i bambini, le donne e gli anziani. tutti quelli che lui riteneva indifesi
Quanto segue è la sintesi della sua vita, ma abbiamo voluto guardare Oltre, dove la cronaca si riduce a qualche trafiletto in terza pagina, non ci sono comunicati ufficiali, ma è un continuo rincorrere le voci del "si dice che…".
In mezzo a tale mercato delle notizie, spesso si trovano frammenti di verità, scomode al Vaticano, come ai politici e non gradite neanche da alcuni "fedeli". Eppure sono fatti reali, ma sembra che a pochi interessi
capire e sapere, o meglio, pochi hanno tempo e possibilità di accedere ad altre informazioni, se non quelle ufficiali.

{tab=Vita}

La Messa celebrata da Padre Pio veniva seguita da migliaia di fedeliNasce a Pietrelcina, 25 maggio 1887 con il nome di Francesco Forgione
Religioso dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini
Diventa Presbiterio. Cioè – Rappresenta il secondo grado dell’ordine sacro (diacono, Presbitero, vescovo).
Beatificazione Città del Vaticano, 2 maggio 1999 da Papa Giovanni Paolo II
Canonizzazione Città del Vaticano, 16 giugno 2002 da Papa Giovanni Paolo II
Muore a San Giovanni Rotondo, 23 settembre 1968
Diventa Patrono di Volontari per la difesa civile, adolescenti cattolici.

In vita è stato amato e venerato da folle di credenti. La sua fama accresce anche perché considerato taumaturgo e dotato di capacità soprannaturali.
Nonostante grazie a lui  fede e fedeli, si siano moltiplicati, le critiche e le calunnie più dure, sono generate proprio negli ambienti ecclesiastici.

Chi lo ha conosciuto in vita lo descrive come un uomo simpatico, sensibile, a volte burbero; dall’umore instabile ma che sapeva trovare anche il momento per scherzare con gli amici.
Amava scrivere, soprattutto comunicare via posta, sentimenti, idee, progetti,… Scrisse migliaia di lettere, che alla sua morte sono state raccolte in spessi volumi.

La scelta del sacerdozio, avvenne grazie a frate Camillo da Sant’Elia a Pianisi del convento di Morcone.
La sua prima richiesta di entrare in convento fu inoltrata nella primavera del 1902, quando Francesco aveva 14 anni, ma fu rifiutata.
Ripetè la richiesta nell’autunno del 1902 dove finalmente fu accettato.

{tab=Visioni – Miracoli}
  Padre Pio rimase giovane nell'anima
“Francesco raccontò di aver avuto una visione, il 1° gennaio 1903 dopo la comunione, che gli confermava e chiariva la sua vocazione alla continua lotta con Satana.
La notte del 5 gennaio, l’ultima che passava con la sua famiglia, disse di aver avuto un’altra visione in cui Dio e Maria lo incoraggiavano e lo assicuravano della loro predilezione.
La mattina del 6 gennaio, dopo aver ascoltato la messa nella chiesa parrocchiale di Pietrelcina, accompagnato dal suo maestro Angelo Caccavo e dal sacerdote don Nicola Caruso, Francesco venne ricevuto al noviziato dei Cappuccini della provincia religiosa di Foggia, a Morcone.
Il 22 gennaio dello stesso anno, a 15 anni, Francesco vestì i panni di probazione del novizio cappuccino e diventò fra’ Pio.”

“Da un crocifisso Padre Pio avrebbe avuto le stimmate nel 1918.
Nell’agosto del 1918 fra Pio affermò di avere le prime visioni di un personaggio che lo trafiggeva con una lancia, lasciandogli una ferita costantemente aperta (transverberazione).
Poco tempo dopo, in seguito ad una ulteriore visione, fra Pio affermò di aver ricevuto delle stigmate. Tali lesioni vennero variamente interpretate: come segno di una particolare santità, o come una patologia della cute (per es. piaghe da psoriasi), o come auto-inflitte.

L’inizio del manifestarsi delle stigmate risale al 1910, quando per la sua malattia il religioso aveva avuto il permesso di lasciare il convento e di vivere nella sua casa natale a Pietrelcina.
Non distante dal paese, tutti i giorni dopo aver celebrato la messa, si recava in una località detta Piana Romana, dove il fratello Michele aveva costruito per lui una capanna e dove aveva la possibilità di pregare e meditare all’aria aperta, che giovava molto ai suoi polmoni malati.

Il fenomeno delle stigmate, come poi rivelò al suo confessore cominciò a manifestarsi proprio in quel luogo, nel pomeriggio del 7 settembre 1910, e si manifestò con maggior intensità un anno dopo nel settembre 1911, allora il frate scrisse al suo direttore spirituale:

 « In mezzo al palmo delle mani è apparso un po’ di rosso, grande quanto la forma di un centesimo, accompagnato da un forte ed acuto dolore. Questo dolore è più sensibile alla mano sinistra. Anche sotto i piedi avverto un po’ di dolore. »
  Nello stesso periodo cominciarono a circolare voci secondo le quali la sua persona aveva cominciato ad emanare un inspiegabile profumo di gelsomino.

La notizia della comparsa delle stigmate fece il giro del mondo e repentinamente San Giovanni Rotondo fu meta di pellegrinaggio da parte di persone che speravano di ottenere grazie. Il merito di alcune conversioni e guarigioni inaspettate fu attribuito dai pellegrini all’intercessione del frate presso Dio. La popolarità di padre Pio e di San Giovanni Rotondo crebbe ancora grazie al passa-parola e la località dovette cominciare ad attrezzarsi per l’accoglienza di un numero di visitatori sempre maggiore.”
(fonte Wikipedia)

Uno dei fenomeni più conosciuti, erano i profumi di Padre Pio. Chi lo avvicinava, in alcune occasioni bastava lo pensasse, … si trovava avvolto in un profumo intenso.
In questo sito sono raccolti numerosi fatti in cui il profumo è stato protagonista.
http://www.padrepio.catholicwebservices.com/profumi.htm

{tab=Persecuzione – Indagini}

Sia da vivo che da morto, intorno a Pade Pio si radunano le folle in cerca di una SperanzaFu allora che la Chiesa Cattolica alzò il livello di guardia, la sua attenzione si concentrò sulla figura del frate, che riusciva a raccogliere attorno a se moltitudini di fedeli, in modo inspiegabile.

Il Vaticano iniziò a raccogliere testimonianze, non sempre attendibili, sulla fama del frate, sui presunti miracoli e sulle sue amicizie.
Fioccarono calunnie, denunce, falsità di ogni genere. Si parlò di complotto al fine di accaparrarsi i proventi dai fedeli (all’epoca milioni di lire!!!), sfruttando la chiesa e la tonaca, a cui si aggiunse una presunta relazione sessuale con una donna del posto.
Fu richiesta un’indagine ufficiale, ma molte di più furono quelle ufficiose.

“Il primo medico a studiare le stigmate di Padre Pio fu il professore Luigi Romanelli, primario dell’ospedale civile di Barletta, per ordine del padre superiore Provinciale, nei giorni 15 e 16 maggio 1919.
Nella sua relazione fra le altre cose scrisse:
«Le lesioni che presenta alle mani sono ricoperte da una membrana di colore rosso bruno, senza alcun punto sanguinante, niente edema e niente reazione infiammatoria nei tessuti circostanti.
Ho la certezza che quelle ferite non sono superficiali perché, applicando il pollice nel palmo della mano e l’indice sul dorso e facendo pressione, si ha la percezione esatta del vuoto esistente».

Da qui in poi, Padre Pio fu esaminato, screditato, persino minacciato, … dalla Medicina al servizio della Chiesa e da alti prelati che diedero spazio alle più contorte idiozie.

Uno trai i più agguerriti fu Padre Gemelli che così sentenziò:
 « È un bluff… Padre Pio ha tutte le caratteristiche somatiche dell’isterico e dello psicopatico… Quindi, le ferite che ha sul corpo… Fasulle… Frutto di un’azione patologica morbosa…
Un ammalato si procura le lesioni da sé… Si tratta di piaghe, con carattere distruttivo dei tessuti… tipico della patologia isterica »
 
  Padre Gemelli definì Padre Pio "psicopatico, autolesionista ed imbroglione"; i suoi giudizi, che come si è visto non potevano contare su un esame clinico rifiutatogli, avrebbero pur tuttavia pesantemente condizionato per l’autorevolezza della fonte la vicenda del frate.

Il 31 maggio 1923, fu emanato un decreto:
Il Sant’Uffizio dichiarava il <non constat de supernaturalitate> circa i fatti legati alla vita di padre Pio ed esortava i fedeli a Non credere e a Non andare a San Giovanni Rotondo.

Il decreto venne pubblicato dall’Osservatore Romano, organo di stampa del Vaticano, il 5 Luglio successivo e riportato dai giornali di tutto il mondo.

Il 15 Dicembre del 1924 il dottor Giorgio Festa, chiese alle autorità ecclesiastiche l’autorizzazione a sottoporre il Padre ad un nuovo esame clinico per uno studio ulteriore e più aggiornato, ma non l’ottenne.

L’inchiesta sul frate si chiuse con un decreto di condanna il23 maggio 1931, a cui si aggiunse “l’invito ai fedeli di Non considerare come sovrannaturali le manifestazioni psichiatriche certificate dal Gemelli”
Molti fedeli sostenitori di Padre Pio non considerano il divieto di Roma vincolante anzi, lo ignorarono continuando a sostenere il loro frate sempre e comunque a dispetto degli inviti – ordini dei capi di Roma.
A Padre Pio venne vietata la celebrazione della messa in pubblico e l’esercizio della confessione.

{tab=Sospetti}

Padre Pio, la folla e le donne che lo circondano, fonti di sospetti e calunnieNel 1933 papa Pio XI revocò le restrizioni precedentemente imposte a padre Pio.
In realtà il decreto ufficiale di sconfessione di padre Pio non sarebbe mai stato revocato.
Il Sant’Uffizio non ritrattò i suoi decreti ed è per questo che ufficialmente, padre Pio continuò ad essere condannato dalla Chiesa.
A San Giovanni Rotondo i fedeli continuavano ad aumentare innervosendo le alte sfere, che però dovettero abbozzare, per il fenomeno che ne era nato.
Arrivava in pellegrinaggio gente comune, ma anche personaggi famosi, da tutto il Mondo! Capi di Stato, Re e Regine, dal mondo dello spettacolo a quello politico, tutti volevano vedere, parlare, confessarsi od assistere alla messa, del Frate speciale Padre Pio da Pietralcina.

Il 9 gennaio 1940 iniziò la costruzione del grande ospedale Casa Sollievo della Sofferenza con le offerte dei fedeli provenienti da tutto il mondo.
Il denaro che confluiva a S. Giovanni Rotondo cresceva tanto da risvegliare sentimenti poco cristiani in molti alti prelati.

Papa Giovanni XXIII ordinò, dietro pressioni di varia natura,  ulteriori indagini su padre Pio, inviando monsignor Carlo Maccari.
La giustificazione data al popolo fu: – …nello spirito del Concilio Vaticano II si voleva intervenire con decisione verso forme di fede popolare considerate arcaiche. …-
In realtà si voleva mettere mano al potere ed ai soldi.
Il carattere di Padre Pio non era malleabile, non si lasciava adulare, tanto meno intimorire da colleghi di toga o dallo stesso Vaticano.

Iniziarono a circolare voci che attribuivano a Padre Pio una relazione sessuale con una contessa, ma furono fatti anche altri tre nomi: Cleonice Morcaldi, Tina Bellone e Olga Ieci.

Già allora le registrazioni potevano acquisire importanza vitale in un processo. Così accadde che all’inizio dell’estate 1960, papa Giovanni fu informato da monsignor Pietro Parente, assessore del Sant’Uffizio, del contenuto di alcune bobine audio registrate a San Giovanni Rotondo.
Da mesi Roncalli assumeva informazioni sulla cerchia delle donne intorno a Padre Pio.
Il Papa annota il 25 giugno 1960, su quattro foglietti rimasti inediti fino al 2007 e rivelati da Sergio Luzzatto:

 « Stamane da Monsignor Parente, informazioni gravissime circa P.P. (Padre Pio) e quanto lo concerne a S. Giovanni Rotondo. L’informatore aveva la faccia e il cuore distrutto. »
 
 « Con la grazia del Signore io mi sento calmo e quasi indifferente come innanzi ad una dolorosa e vastissima infatuazione religiosa il cui fenomeno preoccupante si avvia ad una soluzione provvidenziale. Mi dispiace di P.P. che ha pur un’anima da salvare, e per cui prego intensamente »
 
 « L’accaduto—cioè la scoperta per mezzo di filmine, si vera sunt quae referentur [se sono vere le cose riferite], dei suoi rapporti intimi e scorretti con le femmine che costituiscono la sua guardia pretoriana sin qui infrangibile intorno alla sua persona— fa pensare ad un vastissimo disastro di anime, diabolicamente preparato, a discredito della S. Chiesa nel mondo, e qui in Italia specialmente.
Nella calma del mio spirito, io umilmente persisto a ritenere che il Signore faciat cum tentatione provandum, e dall’immenso inganno verrà un insegnamento a chiarezza e a salute di molti. »

La caccia alle “Streghe” era cominciata! Padre Pio doveva essere screditato ad ogni costo, per diminuire fama e potere sui fedeli, ma soprattutto perché potesse essere privato della fortuna in denaro che aveva accumulato.
 
 « Motivo di tranquillità spirituale per me, e grazia e privilegio inestimabile è il sentirmi personalmente puro da questa contaminazione che da ben 40 anni circa ha intaccato centinaia di migliaia di anime istupidite e sconvolte in proporzioni inverosimili. »
 
Papa Giovanni XXIII, che non aveva ascoltato le bobine (si vera sunt quae referentur), riprese a credere nel fraticello e nella possibilità di calmare le iene, quando, l’anno seguente, incontrò l’arcivescovo di Manfredonia, monsignor Andrea Cesarano:

 « “Che mi racconti di Padre Pio?”
– Santità…”
 “Non chiamarmi santità – lo interruppe – “chiamami don Angelo come hai sempre fatto. Dimmi di lui!”
– Padre Pio è sempre l’uomo di Dio che ho conosciuto all’inizio del mio trasferimento a Manfredonia. È un apostolo che fa alle anime un bene immenso”. “Don Andrea, adesso si dice tanto male di Padre Pio”.
– Ma per carità, don Angelo. Sono tutte calunnie. Padre Pio lo conosco sin dal 1933 e t’assicuro che è sempre un uomo di Dio. Un santo”.
“Don Andrea, sono i suoi fratelli che l’accusano. E poi… quelle donne, quelle registrazioni… Hanno perfino inciso i baci”.
Poi il Santo Padre tacque per l’angustia e il turbamento. Monsignor Cesarano, con un fremito che gli attraversava l’anima e il corpo, tentò di spiegare:
– Per carità, non si tratta di baci peccaminosi. Posso spiegarti cosa succede quando accompagno mia sorella da Padre Pio?”
“Dimmi”.
E monsignor Cesarano raccontò al Santo Padre che quando sua sorella incontrava Padre Pio e riusciva a prendergli la mano, gliela baciava e ribaciava, tenendola ben stretta, malgrado le vive rimostranze nel timore di sentire un ulteriore male per via delle stigmate.
Il buon Papa Giovanni alzò lo sguardo al cielo ed esclamò:
“Sia lodato Dio! Che conforto che mi hai dato. Che sollievo! »
 
Nel 1964, il nuovo Papa Paolo VI concesse personalmente ma ufficiosamente a Padre Pio da Pietrelcina l’Indulto (reintegro) per continuare a celebrare, anche pubblicamente, la Santa Messa secondo il rito di San Pio V, sebbene, dalla Quaresima del 1965 fosse in attuazione la riforma liturgica.

Si da “IL CASO” che contemporaneamente, molteplici attività finanziare gestite da Padre Pio passarono in gestione alla Santa Sede.
Il Vaticano, i suoi rappresentanti e tutti gli sciacalli, anche civili e politici, avevano ottenuto ciò che volevano, la Cassa!!!

Il 23 settembre 1968 Padre Pio morì all’età di 81 anni.
Ai suoi funerali parteciparono più di centomila persone giunte da ogni parte d’Italia e non solo.

Un frate scomodo, anche da morto!
Avevano dilaniato l’uomo, ma non la sua fede e tanto meno quella dei suoi fedeli.
Vennero nuovamente scannerizzate vita, miracoli, vocazione,…
“Tra i segni miracolosi che gli vengono attribuiti troviamo le "stigmate" che portò per 50 anni (20 settembre 1918 – 23 settembre 1968), il dono della bilocazione e della capacità di leggere nei cuori e nella mente delle persone.
Tra i molti miracoli che gli vengono attribuiti c’è quello della guarigione del piccolo Matteo Pio Colella di San Giovanni Rotondo, sul quale è stato celebrato il processo canonico che ha portato poi alla elevazione agli altari di San Pio.

Tra i racconti di bilocazione che lo avrebbero visto protagonista c’è quello fornito da Luigi Orione, secondo il quale nel 1925, mentre si trovava in piazza San Pietro per i festeggiamenti in onore di Teresa di Lisieux, gli sarebbe apparso inaspettatamente Padre Pio da Pietrelcina, che in realtà non si mosse mai dal convento che lo ospitava dal 1918 sino alla morte.

La vicenda di Padre Pio fu sempre accompagnata da un lato da manifestazioni di fede popolare ineguagliate per la loro intensità e dall’altro da sospetti e invidie,  anche di alte personalità della Chiesa.

Di Padre Pio si sospettava innanzitutto una motivazione volta a procacciare un risultato economico (ancorché indiretto) da donazioni e lasciti attraverso una mitizzazione della persona.
Questo sospetto fu in parte attenuato quando il frate designò la Chiesa di Roma come erede universale di tutte le sue cose.
Parimenti, i flussi di denaro riguardanti le iniziative culminate nella costruzione della Casa Sollievo della Sofferenza, continuarono ad essere oggetto di illazioni e di scontro con le gerarchie ecclesiastiche.

Molti accusatori di Padre Pio, si macchiarono di crimini e bassezze assurde.
Un esempio fu il commercio di pezzuole, apparentemente macchiate dalle stigmate, in realtà il sangue risultò poi essere sangue di gallina, era gestito da uomini dalla tonaca lunga, quanto la cupidigia. Preti e confratelli che sfruttarono la situazione per trarre denaro, vendendo sangue e bugie.
Alcuni frati furono allontanati, ma non condannati.

Morte senza Pace
Sergio Luzzatto, in un suo libro, riporta la testimonianza del 1919 di un farmacista a cui Padre Pio ordinò dell’acido fenico, adatto per la sua causticità, a procurare lacerazioni nella pelle simili alle stigmate.
Nuovi dubbi sull’origine soprannaturale delle stigmate.

Anche lo psichiatra Luigi Cancrini (Università La Sapienza di Roma), più recentemente, ha tentato di classificare Padre Pio secondo il DSM-IV (edizione aggiornata del manuale internazionale dei disturbi mentali).
Secondo questa teoria le stigmate sarebbero quindi particolari sintomi di "conversione somatica", ovvero la moderna definizione dei disturbi somatici generati da una patologia psichiatrica di tipo isterico.

Nelle biografie che riportano le testimonianze di persone che ebbero modo di assistere di persona alla preparazione del corpo per la sepoltura, sulla salma di Padre Pio non ci sarebbe stata più alcuna traccia delle stigmate.

{tab=Le malattie}

Padre Pio e le ferite che presentava alle mani e che furono motivo di tante discussioniNel diario di padre Agostino da San Marco in Lamis, direttore spirituale di padre Pio, si legge che nel 1892, quando il giovane Francesco Forgione aveva solo 5 anni era affetto da diverse malattie. A 6 anni venne colpito da una grave enterite, che lo costrinse al letto per un lungo periodo. A 10 anni si ammalò di febbre tifoidea.

“Nel 1904, fra’ Pio venne inviato, con gli altri giovani che insieme a lui avevano superato l’anno di prova di noviziato, a Sant’Elia a Pianisi in provincia di Campobasso, per iniziare il periodo di formazione. Ma quasi subito cominciò a star male accusando inappetenza, insonnia, spossatezza, svenimenti improvvisi e terribili emicranie. Vomitava spesso e riusciva a nutrirsi soltanto con del latte.

Gli agiografi raccontano che proprio in quel periodo, insieme ai malanni fisici, cominciarono a manifestarsi fenomeni a detta dei testimoni inspiegabili.
Secondo i loro racconti, di notte, nella sua stanza, si udivano rumori sospetti a volte urli o ruggiti, durante la preghiera, fra’ Pio restava come intontito, quasi fosse assente (va ricordato che fenomeni di questo tipo sono frequentemente descritti, nelle agiografie di santi e mistici di ogni tempo, e secondo la psichiatria contemporanea sono spiegabili come sintomi di psicosi o schizofrenia).
Qualche confratello disse addirittura di averlo visto in estasi, sollevato da terra.

Nel giugno del 1905 la salute del frate era talmente compromessa che i superiori decisero di mandarlo in un convento di montagna, nella speranza che il cambiamento d’aria gli facesse bene. Le condizioni di salute però, peggioravano ed allora i medici consigliarono di farlo tornare nel suo paese. Anche qui però il suo stato di salute peggiorò.

Negli anni giovanili padre Pio fu anche colpito da "bronchite asmatica", di cui continuò a soffrire fino alla morte. Aveva anche una calcolosi renale grave, con coliche frequenti. Un’altra malattia molto dolorosa fu una specie di gastrite cronica, che poi si trasformò in ulcera.
Soffrì di infiammazioni dell’occhio, del naso, dell’orecchio e della gola, e infine di rinite e otite croniche.

Nel 1925 fu operato per un ernia inguinale, e un po’ dopo sul collo si formò una grossa cisti che dovette essere asportata.
Un terzo intervento lo subì all’orecchio, si era formato un epitelioma, l’esame istologico eseguito a Roma disse che si trattava di una forma tumorale maligna. Dopo l’operazione padre Pio fu sottoposto a terapia radiologica, che ebbe successo, sembra, in sole due sedute.
Nel 1956 fu colpito da una grave "pleurite essudativa", la malattia venne accertata radiologicamente dal professore Cataldo Cassano che estrasse personalmente il liquido sieroso dal corpo del Padre.
Rimase a letto per 4 mesi consecutivi.
Negli anni della vecchiaia il Padre fu tormentato dall’artrite e dall’artrosi.

Un fenomeno misterioso che si sarebbe manifestato nel corpo di Padre Pio furono le febbri alte. Tale evento sconcertò alcuni dei medici che in qualche modo si erano interessati alla sua salute.
I primi a osservarle furono i medici dell’ospedale militare di Napoli durante una visita di controllo. La febbre era così alta che il termometro clinico non era in grado di misurarla in quanto fuori scala. Il primo a misurare con esattezza il grado di temperatura della febbre di padre Pio fu un medico di Foggia, quando il frate era ospite di un convento del luogo e continuava a stare male.
Il medico ricorse a un termometro da bagno che registrò una temperatura di 48°

Lo studio scientifico di quelle febbri altissime fu ripreso dal dott. Giorgio Festa nel 1920. Questi aveva sentito parlare di tale anomalia e riteneva il fenomeno impossibile. Iniziò pertanto a misurargli la temperatura con metodo, due volte al giorno, e diede ordine ai superiori del convento di fare altrettanto in sua assenza (il che senza dubbio suggerisce alcuni dubbi sulla validità di queste misurazioni). A giorni in cui la temperatura oscillava tra i 36,2 e i 36.5 °C si alternavano altri in cui si evidenziavano picchi di temperatura a 48 – 48,5 °C. Quando colto da tali temperature elevate il frate appariva molto sofferente e agitato sul suo letto, ma senza delirio e senza comuni disturbi che di solito accompagnavano alterazioni febbrili notevoli.

Dopo uno o due giorni tutto rientrava nel suo stato normale, e al terzo giorno lo si vedeva nuovamente nel confessionale. Da un punto di vista medico-scientifico si tratta di fenomeno inammissibile, in quanto temperature talmente elevate possono condurre in breve tempo alla morte.
Tuttavia viene riportato che dopo tali attacchi febbrili il frate era in grado di tornare ai suoi compiti senza apparente danno.
Da tener presente che temperature corporee superiori ai 42 °C possono provocare danni cerebrali e temperature superiori, dell’ordine dei 47 – 48 °C, sono considerate incompatibili con la vita umana.

{tab=La Mummia}

Padre Pio nella bara di vetro. Chissà se qualcuno si è chiesto, se a lui sarebbe piaciuto, essere esposto per sempre allo sguardo dei curiosi?San Pio esposto alla pubblica venerazioneIl 6 gennaio 2008 il vescovo Domenico D’Ambrosio annunciò durante la messa nel santuario di Santa Maria delle Grazie che nel mese di aprile 2008 il corpo di Padre Pio sarebbe stato riesumato per una ricognizione canonica con l’esposizione alla pubblica venerazione sino al mese di settembre 2009 in vista del quarantesimo anniversario della sua morte.

Nella notte tra il 2 e il 3 marzo 2008 è stata riaperta la bara che contiene il cadavere di san Pio. Secondo le dichiarazioni dei presenti le unghie e il mento sono ben conservati pur essendo trascorsi quarant’anni dalla sua morte.

Esposizione della salma
Dal 24 aprile 2008 è esposto a San Giovanni Rotondo il corpo di PadreEsumazione della salma di Padre Pio -  tra teatro ed effetti speciali Pio, all’interno di una teca di cristallo costruita appositamente, che rimarrà visibile fino al settembre 2009. La salma del santo in realtà è poco visibile: il volto, conservato solo nella parte inferiore, è ricoperto da una maschera di silicone che ne riproduce esattamente le sembianze. La salma poggia su un piano di plexiglass forato e rivestito di tessuto. Al di sotto ci sono due contenitori in pvc pieni di gel di silice per la regolazione dell’umidità.

Nella teca è stato immesso azoto per evitare ulteriori decomposizioni.

{tab="OLTRE!"}

Forse un giorno, spero non troppo lontano, la luce annienterà le ombre della menzognaFino a qui, vi abbiamo proposto notizie ufficiali da vari siti, tra cui Wikipedia, giornali, libri, foto,… che riassumono vita e morte di Padre Pio.
In questo spazio, invece, riportiamo ciò che non troverete mai nei siti approvati dalla Chiesa o dalla Politica.
ATTENZIONE!!! Non sempre corrispondono a verità assoluta, ma sono solo frammenti, che vanno verificati per ricostruire il puzzle, stravolto da alcuni, nascosto da altri, ma che insieme possono portare alla Reale Storia del Frate Santo.

Roma, 29.11.2003
LETTERA APERTA
 
Egregio Sig BLOG . D.O.C.
Le scrivo in risposta a quanto da lei scritto riguardo al ritrovamento della lettera inedita di Padre Pio (vedi mio intervento del 27.11 n.d.r.).
http://doc.blog.excite.it/permalink/55672

Io sono Alberto Festa, colui che ha effettuato tale ritrovamento e divulgato la notizia. Le rispondo poiché il suo è lunico sottolineo unico !!! articolo che ha capito la profonda censura a cui questa storia è stata sottoposta da parte di quasi tutti i media.

Da tre anni ho intrapreso una battaglia a favore della VERITA’ che, nonostante  tutte le prove inoppugnabili finora fornite da illustri periti e dalla stessa opera di mio zio ( Dott. Giorgio Festa ) più volte prima del mio interessamento negata, bistrattata ed usata in maniera speculativa da molti ed oggi viceversa anche grazie al mio modesto contributo riconosciuta, si ostinano apparentemente inspiegabilmente a negare; basti pensare che oggi nel Convento di San Giovanni Rotondo vi è una stanza dedicata a mio zio che fino ad un anno fa neanche esisteva.

Lei ha intuito che i frati, mio malgrado, sono in grande difficoltà nellammettere una verità, certa e certificata e non smentita nellunico modo possibile e cioè con perizie contrarie ( che sono irrealistiche data la certezza e lautorevolezza peritale dagli esperti da me citati ed ampiamente fornita ) ma solo con illazioni dubbi e chiacchiericci certo non degni della considerazione che merita questa storia e soprattutto Padre Pio.

E’ inutile che io le dica che gli stessi frati più volte mi hanno richiesto tale oggetto per non divulgarloè inutile che le dica  che loro sanno meglio di me che è tutto vero è inutile che le dica le fortissime pressioni a cui sono stato sottoposto per non fare tale rivelazione addirittura con minacce od offrendomi  anche spaventose somme di denaro[…]

è invece utile che lei ed i suoi  lettori sappiano quanto labili e facilmente smontabili siano le tesi espresse da Padre Gerardo Di Flumeri : lui sostiene, nellaffermare che tale scritto non sia di Padre Pio, che lo stesso non avrebbe potuto scriverlo poiché a quella data già troppo vecchio e malato; bene ciò è palesemente FALSO come lo stesso Padre Gerardo Di Flumeri afferma nel  III volume DELLEPISTOLARIO di Padre Pio ( da lui stesso scritto ) a pag.12 dove riporta una lunga lettera scritta dal frate di Pietrelcina SOLO POCHI GIORNI PRIMA DELLA SUA MORTE!!!!! Quindi comè ovvio Padre Pio era ben in grado di scrivere sino allultimo. Ciò si commenta da solo.

Lunica verità, mi creda non intendo come lei ipotizza né lanciare messaggi né fare alcuna speculazione ( pensi invece a chi da oltre trentanni specula realmente su Padre Pio e troverà da solo la risposta ) ma solo affermare e far conoscere a tutti LA VERITA così come voleva Padre Pio.Una verità pronta a qualsiasi confronto serio e non confutata solo con chiacchere da bar.

La informo inoltre che la stessa Postulazione Generale dellOrdine dei Frati Cappuccini ha fatto esaminare da un proprio perito lo scritto ed è risultato anche per loro ASSOLUTAMENTE AUTENTICO,come ha affermato uno dei pochi uomini e frati sinceri, Padre Florio Tessari, che come sa, pur dovendo buttare acqua sul fuoco data la sua posizione, ha testimoniato sempre in mio favore.
Uno degli oggetti appartenuti a Padre Pio contestati da alcuni contesi da moltiInoltre non ho mai affermato categoricamente che il piccolo vaso sia il Sacro Graal, ma rispondendo ad una domanda ho detto che potrebbe esserlo e che in ogni caso è un oggetto a cui Padre Pio dava grande importanza al punto da definirlo il suo Segretotestimone dellimmensa luce.

Concludendo la invito a chiedersi di nuovo il perché di tale censura e silenzio: a chi giova ? e soprattutto perché non si vuole diffondere ciò che è una precisa volontà di Padre Pio ?

Forse perché qualcuno ha paura ancora oggi della verità di grande Fede, pura umile e povera, che il nostro grande Santo Padre Pio rappresenta. Ringraziandola le confermo che continuerò nella divulgazione di ciò che è vero fino alle estreme conseguenze.

Spero solo che altri come lei si porranno simili domande. Non sono né un eroe né un martire ma solo qualcuno, come tanti altri, che difende chi oggi non può più farlo per amore della sola verità.

Alberto Festa.

Una lettera che fa riflettere su quali siano i limiti da rispettare, nell’assecondare Fede e Curiosità.
http://blog.libero.it/Ikaros/7360486.html

Tratto da
http://www.ildiariomontanaro.it/notizie/inrilievo/

… Padre Pio da Pietrelcina, con lettera testamento del 12 agosto 1923 esprimeva : " il mio desiderio che le mie ossa siano composte in un tranquillo cantuccio di questa terra".
Con l’avvenuta sepoltura di padre Pio, nella cripta del piano interrato del convento di Santa Maria delle Grazie, il 26 settembre 1968 alle 21,55 veniva esaudita la volontà di padre Pio fatta propria dal padre Superiore del Convento dell’epoca della sepoltura.
Padre Pio desiderava Umile sepoltura, perchè allora lo hanno trasferito in una Tomba d'Oro?
Per tale motivazione l’avvocato Traversi ha intimato ai frati cappuccini ad astenersi dal procedere alla traslazione in caso contrario l’avvocato Traversi proporrà azione civile nei confronti dei frati per impedire la traslazione. … –
 Ma già sapete come è andata a finire…

Concludo segnalando una testimonianza incontrastabile, il testimone è Unico per valore e credibilità.
Una guarigione, una confidenza, una richiesta di sostegno spirituale, dal futuro Papa Wojtyla al Fraticello di Pietrlcina
http://padrepio.myblog.it/archive/2008/08/10/

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Due Uomini, una stretta di mano, un sorriso,... così era con tutti Quando Padre Pio stringeva le mani, riusciva a trasmettere Energia, Speranza, Vita. Chi lo ha incontrato dice di essere cambiato dopo il contatto avuto con il Frate.
Era affettuoso con chi lo meritava, ma sapeva essere anche molto duro, se voleva scuotere lo spirito di anime deboli.
Lui sapeva parlare alla gente e la gente lo capiva, questo era il suo Grande Segreto, per riunire intorno a lui folle infinite.

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