BOLOGNA, 2 Agosto 1980 – Latina, 2 Agosto 2019

0 788

TRE decenni e “spiccioli” non sono sufficienti a cancellare i ricordi di quei giorni. Ero in vacanza con mio figlio, che all’epoca aveva quasi 2 anni (li avrebbe compiuti un mese dopo). Saremmo dovuti ritornare a casa Sabato … ###
 (agg.ato) Giovedì 1agosto  ’19  h 12.43   
    .

27 marzo 2019

Verità vecchie e Nuove emergono facendo tremare le sedie di alcuni e la bara di coloro che nel frattempo sono morti impuniti, nonostante le gravi colpe. Artefici o mandanti della strage alla stazione di Bologna, sono stati occultati da Poteri forti infatti viene spiegato in parte in questo video

“Francesco Pazienza, ex agente dei servizi segreti italiani svela la “sua verità” su alcuni dei più grandi misteri italiani. Come la strage di Bologna: era il 2 agosto 1980 quando una esplosione devastò la stazione causando decine di morti. Pazienza, all’epoca agente dei Servizi, verrà condannato a dieci anni per aver “depistato le indagini”. Un’accusa da cui si è sempre difeso.  Nell’intervista di Raffaella Fanelli per Fanpage.it svela alcuni retroscena sugli intrecci tra Romiti (ex amministratore delegato della Fiat) e la Libia di Gheddafi.”

https://www.tgcom24.mediaset.it/cronaca/emilia-romagna/strage-di-bologna-spunta-il-fotogramma-di-un-volto-che-somiglia-a-paolo-bellini_3199031-201902a.shtml

Strage di Bologna, la procura generale: “In un video di un turista in stazione c’è un… Un fotogramma che compare in un filmato amatoriale Super 8 girato da un turista tedesco. Potrebbe arrivare da qui un pezzo importante della verità sulla STRAGE DEL 2 AGOSTO 1980 alla stazione di Bologna, dove morirono 85 persone e oltre 200 rimasero ferite. Secondo la procura generale, infatti, c’è una “SPICCATA SOMIGLIANZA” fra una persona immortalata quella mattina nei pressi del primo binario poco dopo l’esplosione e PAOLO BELLINI, l’ex primula nera di AVANGUARDIA NAZIONALE. È sulla base anche di questo documento, che la procura generale di Bologna ha chiesto la REVOCA del PROSCIOGLIMENTO del 1992 per Bellini, in modo da riaprire le indagini e fare un RICONOSCIMENTO ANTROPOMETRICO.”

______________________________

### … avrei ripreso a lavorare il lunedì, ma decisi di partire qualche giorno prima, per concedermi qualche giorno a casa e riprendere i ritmi, senza eccessivi stress.

Avrei dovuto prendere un treno che mi obbligava ad una sosta di alcune ore a Bologna. Avrei passeggiato nei pressi della sala d’aspetto; sotto quella pensilina, perché era una zona  meno trafficata (eccetto all’arrivo e partenza del treno in quel binario); era un posto più idoneo per passeggiare con un bimbo, che voleva solo correre, giocare, “parlare” con altri turisti in passaggio.

Il 2 Agosto di quell’anno, ero già a casa, insieme a mio figlio; un po’ spiaciuta per aver accorciato i giorni di vacanza. Caldo e afa che trovai in città mi fecero rimpiangere il lago, il venticello, il motoscafo, la colazione servita,…

Ma poche ore dopo, le notizie date  nell’edizione straordinaria del TG1 alla radio, mi gelarono il sangue.
…  Io solo per un caso ora non ero lì. Una decisione presa e motivata dal rientro al lavoro senza stress, contraria al mio carattere che solitamente mi portava rimanere sino all’ultimo minuto in vacanza, … Se fossi stata alla stazione di Bologna con il mio bimbo, avrei sostato sotto quella pensilina, lui avrebbe giocato come sempre sui vetri della sala d’aspetto, magari facendo “cu-cu” a qualche altro turista assonnato, e sarei MORTA insieme a mio figlio, per mano di chi ancora oggi, 32 anni dopo, non ha né nome né volto.

– ” Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell’ala ovest dell’edificio. L’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest, allo scopo di aumentarne l’effetto; l’onda d’urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio.
L’esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200. ” –

Noi siamo vivi, stiamo bene, abbiamo goduto di 32 anni di vita che ad altri, una bomba messa per ordine di “sconosciuti”, è stata negata.

Roberto Procelli, 21 anni. Da questa intervista è passato un altro  anno. Ma la mamma attende ancora, quella giustizia che sembra non debba arrivare mai, perchè, forse, chi allora nel 1980 ha depistato le indagini, è ancora nel potere di perpetrare il crimine, la menzogna, … l’assassinio!

 – ” BOLOGNA, 2 Agosto 1980. Sabato h. 10.23

Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell’ala ovest dell’edificio.

L’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest, allo scopo di aumentarne l’effetto; l’onda d’urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio.

L’esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200.

DOCUMENTARIO

La città reagì con orgoglio e prontezza: molti cittadini, insieme ai viaggiatori presenti, prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sepolte dalle macerie ed, immediatamente dopo l’esplosione, la corsia di destra dei viali di circonvallazione del centro storico di Bologna, su cui si trova la stazione, fu riservata alle ambulanze ed ai mezzi di soccorso.

Dato il grande numero di feriti, non essendo tali mezzi sufficienti al loro trasporto verso gli ospedali cittadini, i vigili impiegarono anche autobus, in particolare quello della linea 37, auto private e taxi. Al fine di prestare le cure alle vittime dell’attentato, i medici ed il personale ospedaliero fecero ritorno dalle ferie, così come i reparti, chiusi per le festività estive, furono riaperti per consentire il ricovero di tutti i pazienti.

L’autobus 37 divenne, insieme all’orologio fermo alle 10:25, uno dei simboli della strage.

Nei giorni successivi la centrale Piazza Maggiore ospitò imponenti manifestazioni di sdegno e di protesta da parte della popolazione e non furono risparmiate accese critiche e proteste rivolte ai rappresentanti del Governo, intervenuti il giorno 6 ai funerali delle vittime celebrati nella Basilica di San Petronio.

     Gli unici applausi furono riservati al presidente Sandro Pertini, giunto con un elicottero a Bologna alle 17.30 del giorno della strage, che in lacrime affermò di fronte ai giornalisti: «non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia»
.

Struttura dell’ordigno

La bomba era composta da 23 kg di esplosivo, una miscela di 5 kg di tritolo e T4 detta “Compound B”, potenziata da 18 kg di gelatinato (nitroglicerina ad uso civile) ” –

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna

    Per Veramente NON DIMENTICARE !!!
l’interminabile, straziente, elenco dei NOMI delle VITTIME della STRAGE di BOLOGNA. Agghiacciante il sapere quanti bambini, ragazzi, … non hanno potuto crescere, quanti giovani hanno trovato la morte in quella stazione, quanti adulti non sono potuti ritornare a casa ad abbracciare chi amavano,…
http://www3.varesenews.it/

Sintesi di alcune sentenze, inchieste, commissioni, ipotesi,…

http://it.wikipedia.org/wiki/Strage_di_Bologna

   

Scatti che spero non diano tregua a chi
è responsabile di tanta distruzione,
dolore e morte

L’ultima foto ritrae un ragazzino che deve la vita al ritardo del treno su cui viaggiava!
Lo racconta lui stesso e la mamma, nel video precedente.

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.