Pubblicare questa lettera è solo un modo per ricordare una ragazzina assassinata NON Solo dal suo aguzzino, ma da chi sapeva, da chi ha taciuto, da chi ha mentito, dall'ipocrisia, dal silenzio, dall'indifferenza, dal potere, dalla superficialità,... E' la lettera scritta dal fratello di Elisa e consegnata all'ANSA.
Perchè tutto questo NON accada Mai Più! LEGGETE e non lasciate che il Silenzio Divori anche la vosta Anima.
Lettera integrale scritta da Gildo Claps
«Mia cara sorellina, stavolta un rimprovero devo proprio fartelo:

ma come ti è venuto in mente di farti ammazzare proprio in chiesa, e in quella chiesa per giunta; e come se non bastasse te ne sei stata lì per 17 anni invece di prendere le tue poche cose e allontanarti con garbo ed in silenzio fino farti inghiottire per sempre dalle nebbie del tempo.
Ti rendi conto che così facendo hai messo in imbarazzo tutti?
Capisco che ti hanno toccato il cuore le lacrime di mamma e di papà, posso comprendere che hai voluto dare a me e Luciano (altro fratello, ndr) un segno tangibile che questi anni non sono trascorsi invano, ma potevi farlo in modo diverso e soprattutto evitando di mettere tante persone che contano nelle condizioni di dover spiegare i loro comportamenti davanti ad un paese intero.
Pensa adesso a quel povero magistrato e ai poliziotti che hanno indagato, pensa poverini a quante cose dovranno spiegare;
come faranno a far capire alla gente che non sono mai entrati in quella chiesa a cercarti se non dopo tanti anni e peraltro senza trovarti.
Hai messo in difficoltà anche noi che dobbiamo chiarire come mai a poche ore dalla tua scomparsa, ci precipitammo in chiesa ma non
riuscimmo a salire fin sopra perchè le chiavi di quella porta le aveva solo il parroco che in quel momento non era presente. Capisci, adesso dovremo spiegare come mai due ragazzi e pochi amici avevano avuto l'intuizione di andare a guardare lì, e investigatori di provata esperienza se ne sono semplicemente dimenticati.
E poi sorellina mia, dovevi incontrarti proprio con Danilo (Restivo, indagato per la morte di Elisa, ndr) quel giorno?
Hai messo di nuovo in difficoltà quel bravo magistrato e ancora una volta noi stessi.
Ti rendi conto che abbiamo dovuto scavare nel passato di quel povero ragazzo, far venir fuori tutta una serie di episodi spiacevoli che lo riguardavano?
Ci hai costretto ad accusarlo fin dal primo giorno ma con l’intuizione dei grandi investigatori ci diedero dei pazzi, NOI.
E poi era pur sempre il figlio del direttore della Biblioteca Nazionale, un notabile amico di notabili, dico io, non potevi incontrarti con il figlio di un operaio in cassa integrazione?
Sarebbe stato tutto più semplice.
Ti rendi conto sorellina che ora dovranno spiegare il motivo per cui non andarono ad interrogarlo quel giorno stesso, non sequestrarono i suoi vestiti, non acquisirono i tabulati telefonici?
Quale imbarazzo per persone che negli anni hanno continuato a fare il loro dovere mentre noi ci si consumava piano nel vuoto della tua assenza.
E ricordi quando mamma fu messa alla porta dal questore poco prima di quel Natale del 1993, il primo senza di te, ricordi le sue parole esatte: "Signora basta, non può venire ogni giorno qui con i suoi figli a disturbare, sua figlia è scappata di casa, lo vuole capire o no?"
Tornò a casa piangendo, persa nel suo dolore dove spesso nemmeno noi riuscivamo a raggiungerla.
E quando gli avvocati di uno degli indagati, attingendo a fonti confidenziali, ci dissero che eri in Albania?
Noi pensammo subito ad un ennesimo depistaggio, ma da lassù sono certo che avrai visto per un attimo una scintilla negli occhi di mamma, era il riflesso sepolto della segreta speranza di saperti ancora in vita.
Pensa adesso se a qualcuno venisse in mente di andare a chiedere loro quali erano queste fonti confidenziali, capisci sorellina quale imbarazzo sarebbe per due stimati professionisti dover dare spiegazioni su questa vicenda?
E infine, ripeto, far ritrovare i tuoi miseri resti in una chiesa, questo
proprio dovevi evitarlo. Il vescovo, il parroco, il vice e giù fino all’ultimo anello della catena sono ora costretti a spiegare come, quando, chi?
E già, sarebbe stato tutto così semplice, lineare, se fosse stato vero che un’impresa edile, nell’effettuare lavori di riparazione, avesse casualmente scoperto il tuo corpo. Invece no, tutto complicato in questa maledetta faccenda e ancora una volta tutto così imbarazzante.
Forse sono state prima le donne delle pulizie, no scusa, il viceparroco, no lui non ne sapeva niente, era gennaio, no febbraio, sì, ma di quale anno?
Il vescovo dice di non sapere, non ammette oggi di aver saputo ma non pensava che fossi tu (come se ciò facesse la differenza), però il giorno dopo il ritrovamento, con il suo avvocato si affretta a rassicurare i fedeli che la chiesa riaprirà presto al culto (era sicuramente questa la cosa che la città sconvolta voleva sapere per prima);
il parroco sfida chiunque a dimostrare che lui sapesse, il vice sapeva ma se n'era dimenticato.
Da ultimo proprio ieri ho saputo sorellina, che qualcuno circa un anno fa, nei bagni del Gran Caffè aveva scritto più volte con un pennarello, Elisa Claps è nella Trinità, un altro matto certamente.
Sai sorellina, sembra quasi che nessuno volesse trovarti ma che tanti sapessero dov'eri, forse devono aver fatto un pensiero profondamente cristiano, è stata buttata lì per tanti anni, anno più anno meno che cosa cambia?
Oggi sorellina rischi di mettere in imbarazzo la parte buona di questa città, quella che non si è mai arresa, quella che si è stretta intorno a te e ha pianto con noi, quella che gridava verità e giustizia, quella che ripudia i compromessi, il quieto vivere, le consorterie e gli intrallazzi, quella che ha il coraggio di chiedere conto a tutti, che siano uomini di chiesa o di potere.
Ti lascio, ma solo per il momento, e stai tranquilla, i tuoi cari non mollano, non temono la verità e se ne fregano di quanti imbarazzi possano ancora creare, la vergogna è solo la loro, noi siamo gente perbene»
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/
http://ilquotidianodellabasilicata.ilsole24ore.com/
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Ieri, 09 Aprile 2010, decine di articoli parlavano della lettera, oggi Sabato 10 Aprile, pochi se ne ricordano,... ed è per questo che ho deciso di riprendere la lettera di Gildo Claps, ....
... Perchè il Silenzio, durato 17 anni, diventi un unico grido, tanto forte da arrivare in ogni anfratto di quelle coscienze malate,
perchè ELISA possa finalmente trovare Pace,
e la sua Famiglia GIUSTIZIA!
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Commenti
(1)
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scritto da vito , novembre 02, 2011
scritto da vito , novembre 02, 2011
ciao gildo ,e una lettera davvero bellissima tocca molto il cuore e credo che lisa sara felice ,sono molto convinto che chi deve pagare paghi e basta !per giunta quelli della chiesa non lo ammetto .......coraggio sei un fratello modello un grande abbraccio a mamma.......donna formidabile.....un preghiera per la piccola lisa.ciao gildo
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